Il Tirreno

Pistoia

Straziante odissea delle salme al forno crematorio

Giovanni Cori Migliano

Pistoia  30 dicembre 2011: l'agenzia per l'ambiente (Arpat) rileva che i fumi sprigionati dal forno crematorio non sono a norma e che nell'aria è presente diossina oltre i limiti consentiti dalla...

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Pistoia  30 dicembre 2011: l'agenzia per l'ambiente (Arpat) rileva che i fumi sprigionati dal forno crematorio non sono a norma e che nell'aria è presente diossina oltre i limiti consentiti dalla legge. La causa è probabilmente identificata nel guasto del sistema di abbattimento dei filtri. Immediato il sequestro della struttura. 29 gennaio 2012: un mese più tardi viene purtroppo a mancare una persona a me molto cara, e la situazione, totalmente irrisolta, causa disagi oltremodo inclassificabili sia per i tempi che per i modi in cui viene affrontata.  Nei primi giorni del nuovo anno, le famiglie dei defunti che si sono viste negare la cremazione dei loro cari a Pistoia, hanno avuto l'opportunità di recarsi in tempi brevi nei forni di mezz'Italia: i più fortunati sono potuti rimanere in Toscana, altri addirittura si sono recati in altre regioni. Un calvario davvero straziante, ma ciò che ha dell'incredibile ad oggi sono i tempi d’attesa: un defunto deve addirittura fare la fila per oltre 10 giorni per poter essere cremato!  Di male in peggio dunque, oltre al disagio anche l'attesa e che attesa! Non si tratta delle 18 persone davanti alle Poste, che a volte mettono a dura prova la nostra pazienza. Si tratta di mancanza di rispetto verso chi purtroppo non ha più diritto di replica, obbligando le famiglie a stringersi in un dolore che attanaglia i cuori, in giorni e settimane in cui nemmeno le salme possono riposare in pace.  Perfino l'Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia, pur priva di responsabilità, ha manifestato il proprio rammarico per i disagi che decine di concittadini hanno dovuto subire, dimostrando disponibilità e possibilità di custodia dei corpi in attesa di un posto libero in cui consumare la cremazione fuori Pistoia.  Giorni di chiamate e trafile infinite, esasperanti, giorni in cui davvero le domande e le riflessioni con cui ci si confronta dovrebbero essere diverse; tutto questo tempo ad attendere in silenzi pieni di rassegnazione, perché il posto, ci viene detto, mi dispiace non c'è; come se si trattasse di un viaggio vacanza!  Le nuove analisi  che un mese fa erano previste "a breve", (come assicurato dall'assessore provinciale all'ambiente) sono state fatte? E se sì, a cosa sono servite? A mettere in lista d'attesa anche le povere anime dei nostri cari? 

Mi permetto di battere i pugni nella speranza che questa situazione imbarazzante, straziante, priva di rispetto, cambi evitando ad altri ciò che io e la mia famiglia abbiamo ingiustamente subito.   La lunga attesa è finita, dopo 12 giorni.

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