Il dolore
Diga coperta da una coltre di ghiaccio
L’invaso di Tistino come gli abitanti non ricordavano da decenni per il freddo. Ma nessun problema alla centrale Enel
SAN MARCELLO
Un lago? Macché. Una enorme calotta di ghiaccio e neve fresca. Perché tale appare in questi giorni, agli occhi dei passanti, il grande invaso della diga di Tistino sul torrente Lima, opera Enel ultimata nel 1929 su progetto del lungimirante ingegnere Lapo Farinati degli Uberti. Così, il turista che si trovasse a percorrere per la prima volta la statale 12 dell'Abetone e del Brennero, nel tratto fra La Lima ed i Casotti di Cutigliano, stenterebbe a riconoscere il bacino di una diga in quell'enorme distesa ghiacciata, se non fosse per l'imponente sbarramento che, simbolo per eccellenza delle grandi opere di ingegneria idroelettrica erette sui torrenti montani fra le due guerre, svetta a suo fianco.
Non è la prima volta che le basse temperature causano il congelamento delle acque superficiali della diga, alta 34 metri e con un invaso capace di contenere più di un milione di metri cubi d'acqua. È accaduto spesso, anche in passato, che nei mesi più freddi si formasse qualche chiazza di ghiaccio galleggiante a mo' di isoletta qua e là. Tuttavia, questo febbraio, il fenomeno ha assunto una particolare intensità. La coltre ghiacciata, spessa 2-3 centimetri, ricopre una buona porzione del bacino, un'area eccezionalmente vasta senza soluzione di continuità.
Causa del fenomeno sarebbe il prolungato filone di freddo siberiano che, avendo mantenuto per diversi giorni le temperature sotto zero, non ha mai interrotto il processo di congelamento. Ad evitare la formazione del ghiaccio fu inizialmente il forte vento che, soffiando forte anche a valle, muoveva l'acqua con onde alte fino a 20 centimetri. Tale moto impediva così la formazione del ghiaccio. Quando è diminuita l'intensità del vento, le temperature ancora oscillanti fra - 4 e -7 °C anche ai 530 metri di quota della diga hanno fatto il resto, generando uno scenario di cui gli abitanti locali non hanno ricordo, almeno nell'arco dell'ultimo decennio.
A rendere ancora più suggestivo il paesaggio è la neve caduta fra venerdì e sabato che, posandosi sulla distesa di ghiaccio, l'ha rivestita di una bella coltre bianca. Uno vero spettacolo che, tuttavia, non genera problemi di funzionamento alla connessa centrale idroelettrica dello Sperando: l'acqua sottostante il ghiaccio, infatti, continua a defluire regolarmente dagli appositi organi di scarico.
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