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«Difesa faziosa di Arpat contraddice anche l’Asl»
MONTALE «Una difesa faziosa e parziale da parte degli organi di controllo, con un uso di slalom argomentativi su aspetti tecnici, interpretazioni capziose di cavilli e conclusioni inquietanti». Il...
MONTALE
«Una difesa faziosa e parziale da parte degli organi di controllo, con un uso di slalom argomentativi su aspetti tecnici, interpretazioni capziose di cavilli e conclusioni inquietanti».
Il Comitato per la chiusura dell'inceneritore di Montale, a poche ore di distanza dall'audizione di venerdì mattina dei rappresentanti di Asl e Arpat in Provincia -IV commissione ambiente - denuncia contraddizioni e omissioni sull' inquinamento da micro polveri dei territori di Montale, Agliana e Montemurlo. Da una parte infatti, insiste il Comitato, l'azienda sanitaria, nella persona del dottor Pietro Gabbrielli, responsabile del dipartimento prevenzione dell’Asl 3, in risposta alle sollecitazioni del sindaco David Scatragli sull'elevata concentrazione locale di Pm10, ha evidenziato un legame tra polveri sottili e inceneritore. Dall'altra il responsabile dell'Arpat Claudio Coppi, continuano dal gruppo, «ha invece evitato, e dunque omesso, di ricordare i due pareri di Asl3 (gennaio 2011, gennaio 2012, ndr) ma ha però stigmatizzato la presunta inadeguatezza del progetto Patos: uno studio che prova il contributo dell'impianto nella formazione di polveri e che è stato riconosciuto come scientificamente valido dalla stessa Agenzia regionale».
Nonostante il divieto di bruciare sfalci e arbusti vegetali all'aperto, sottolinea il Comitato, l'inquinamento persiste. Solo nel mese di gennaio infatti, quando l'ordinanza intercomunale era già in vigore, ci sono stati 23 superamenti del limite normativo registrati dalla centralina Arpat di Stazione. «Ciò - spiegano gli anti-inceneritoristi - dimostra la vera natura delle Pm10: direttamente riconducibile all'impianto del Cis e alla congiuntura meteo climatica. Intanto le associazioni sportive proseguono indefesse negli allenamenti e gare agonistiche di ragazzi, senza ricevere alcuna limitazione o prescrizione dalle autorità sanitarie».
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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