«Amianto, a Torino una sentenza storica»
Marco Vettori commenta la condanna dei due ex dirigenti Eternit. «Ma qui è andata diversamente»
PISTOIA
Pronunciata in un’aula del tribunale di Torino, la sentenza del giudice Giuseppe Casalbore che ha condannato gli ex dirigenti dell’Eternit per le morti da amianto negli stabilimenti della loro multinazionale, ha risuonato forte anche a Pistoia. Qui, dove i morti per amianto sono ex lavoratori dell’AnsaldoBreda ma dove nel 2004 il tribunale assolse gli ex dirigenti alla sbarra (assoluzione poi confermata in appello). A Pistoia i lavoratori sono stati risarciti, ma nessuno è stato condannato per una strage silenziosa, che continua a mietere vittime.
Marco Vettori, ora presidente del consiglio comunale, ex dipendente Breda, è stato uno dei protagonisti della lotta per i diritti dei lavoratori esposti all’amianto. A Torino avrebbe voluto esserci, ma le cure cui si sta sottoponendo lo hanno trattenuto. Perché anche Vettori nei polmoni ha le fibre killer. «Non ho potuto esserci di persona – dice – ma con il cuore e il pensiero c’ero».
Appena diffusasi la notizia della sentenza, Vettori è stato chiamato da due ex compagni di lavoro, altri due che l’amianto lo hanno respirato.
«Questa sentenza è storica, ha ragione il magistrato Guariniello. Dimostra che lavorando si possono ottenere dei risultati importanti. Anche qui il processo riuscì a dimostrare che l’azienda sapeva che tipo di sostanza impiegava. E in sede civile i risarcimenti sono stati ottenuti. E’ al processo penale che le responsabilità non sono venute fuori. Sono contento che una parte della magistratura italiana abbia saputo dare un segnale importante».
servizi alle pagg. 2 e 3
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