Il Tirreno

Pistoia

Incendio devasta un laboratorio tessile

di Marta Quilici

Il gruppo Marcou produce biancheria per la casa. La disperazione dei titolari. Forse un corto circuito all’origine del rogo

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

Momenti di paura ieri pomeriggio in via delle Piastre: un incendio è scoppiato all'interno di un laboratorio artigianale di biancheria per la casa; le fiamme, oltre a devastare il magazzino, hanno minacciato anche l'abitazione, al primo piano dell'edificio, di uno dei titolari dell'impresa. «Ho sentito suonare l'allarme del laboratorio e mi sono precipitato a vedere cos'era successo: appena aperta la porta dello stanzone una coltre di fumo nero ha iniziato a uscire; dentro c'erano già le fiamme alte che stavano divorando tutto il nostro lavoro».

A raccontare quei primi terribili momenti è Mark Marcou, uno dei tre fratelli titolari della piccola impresa artigianale "Gruppo tessile Marcou" che lavorano nello stanzone insieme a tre dipendenti.

L'incendio è scoppiato intorno alle 14.30. Sul posto sono accorse due squadre dei Vigili del fuoco, una da Prato e l'altra da Pistoia, che, dopo aver domato le fiamme, hanno dovuto lavorare fino a tarda sera per estrarre il materiale incandescente dal magazzino. Sono intervenuti anche i Carabinieri e i Vigili urbani di Quarrata. Via delle Piastre è stata bloccata fino al tardo pomeriggio .

In pochi istanti più di 130 metri quadri di laboratorio pieni di merce già pronta alla consegna, di campionari e di stoffe grezze da lavorare sono andati in fumo.

Quello dei fratelli Marcou è il tradizionale laboratorio sotto-casa con lo stanzone al piano terra e l'abitazione al primo piano. È nell'appartamento al piano superiore che abita la famiglia di Mark Marcou. Gli altri due, Antonio e Giacomo, sono accorsi sul posto subito dopo essere stati avvertiti dal fratello.

Ancora da accertare le cause dell'incendio, ma da una prima valutazione sembra essersi trattato di un corto circuito. Essendo domenica il laboratorio era fermo, ma i macchinari erano comunque alimentati da un circuito in linea. «Non si è salvato niente», commentava ieri Giacomo Marcou.

«Noi tre fratelli - spiega Antonio - lavoriamo tutti in questa azienda di famiglia che esiste dal 1986. Adesso dovremo trovare in fretta un altro capannone e rimboccarci le maniche perché avrebbe dovuto iniziare il periodo dell'anno in cui si lavora di più: avevamo già preparato i campionari. Quello che non ha devastato il fuoco lo ha distrutto il fumo: il pavimento è saltato via, la merce è da buttare e anche i macchinari sono sciupati. La taglierina si è praticamente fusa. Oltre al danno, poi, c'è lo spavento: la famiglia di mio fratello, le due figlie, ancora non sanno se possono tornare in casa. Bisogna capire se si è rovinato anche il solaio dell'abitazione e se sarà ancora agibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web