Italia
Sos dei commercianti: il centro muore
«Carenza di parcheggi, taglio delle corse dei bus, concorrenza dei centri commerciali affossano i negozi al dettaglio»
PISTOIA
Mancanza di parcheggi, taglio alle corse dei bus verso il centro, servizi che portavano clienti spostati in altre parti della città, la concorrenza dei grandi centri commerciali e il boccone mal digerito della liberalizzazione degli orari, una scarsa attenzione da parte della pubblica amministrazione.
Erano una cinquantina i commercianti che hanno sfruttato l’occasione offerta dagli incontri organizzati da Confcommercio in vista delle elezioni per far sentire le loro ragioni. Cosa chiedere al futuro primo cittadino di Pistoia? Tante cose, in larga parte sintetizzabili in un unico appello: «Non fate morire il centro storico».
Un centro, sostengono, svuotato di funzioni e sempre più deserto di persone, nonché di clienti.
«Gli interventi - afferma Marco Baldasserroni, funzionario Confcommercio - hanno messo in luce una situazione allarmante. Stanno peggiorando condizioni e opportunità di lavoro. Aumentano i negozi che cessano l’attività e fra i fondi sfitti ce ne sono alcuni che ospitavano locali storici. E’ stata data voce ad un disagio concreto, che deve trovare ascolto e interventi di rilancio. Il comparto, altrimenti, rischio di ripiegarsi su se stesso».
Se fino a poco tempo fa le presenze del fine settimana riuscivano, in qualche modo, a compensare il tono minore dei giorni feriali, oggi i fine settimana di apertura non bastano più. «Sono necessarie nuove politiche - afferma Giuliano Bruni, presidente del Centro commerciale naturale - azioni tangibili per salvare un’area tra le più importanti della città, nonché primo biglietto da visita per i turisti. Altre aree - penso alla zona che ospita Panorama in via Sestini - sono riuscite a emergere, facilitate da una più semplice accessibilità. E’ arrivato il momento di valorizzare nuovamente il centro cittadino, penalizzato dall’assenza di parcheggi e di un efficiente servizio di trasporto pubblico».
Al riguardo, ci sono state forti lamentele per i tagli Copit alle corse in centro, usate dagli anziani anche per fare acquisti nel negozio di fiducia.
Nuovamente sollecitata la richiesta di anticipare l’orario di sosta gratuita nelle soste a pagamento limitrofe al cuore cittadino. Invece che dalle venti, dalle 17,30-18 del pomeriggio.
Alcuni esercenti hanno lamentato la durate dei lavori di ripavimentazione delle vie principali: in difficoltà adesso sono gli esercenti di via Cavour. «Da più parti - spiega Bruni - è stato chiesto di prolungare l’orario di lavoro delle ditte».
Rabbia mal celata per i tanti fondi sfitti e le nuove chiusure: nelle ultime settimane il negozio di camicie Ceccarelli, il negozio di giocattori Re Braca e il negozio di abbigliamento Melo & Grano. «Nei prossimi mesi - dice Enrico Ciardi, presidente di Federmoda e titolare del negozio di abbigliamento Belmonte e Marella, in via Bozzi - I cittadini si stanno spostando in aree con servizi maggiori, più facilmente accessibili. Nei prossimi mesi assisteremo ad altre chiusure, potrebbero non essere poche».
Netta contrarietà per la liberalizzazione degli orari. Bastano, è la posizione comune, le 25 domeniche concordate lo scorso anno tra le parti sociali.
Un appello al Comune, infine, per la riqualificazione dell’arredo urbano, e una maggiore attenzione alla promozione con un sostegno più marcato alle attività del Centro commerciale naturale.
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