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Arpat: «Inceneritore estraneo alle Pm10»

PISTOIA Tumori, polveri sottili, polli, frutta e verdura. Le rassicurazioni sono arrivate su tutti i fronti. Dopo 4 mesi dall'intervento dei Comitati anti-inceneritoristi in commissione ambiente,...

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PISTOIA

Tumori, polveri sottili, polli, frutta e verdura. Le rassicurazioni sono arrivate su tutti i fronti. Dopo 4 mesi dall'intervento dei Comitati anti-inceneritoristi in commissione ambiente, ieri mattina è toccato ad Asl e Arpat prendere la parola. E se l'audizione del gruppo -prima in Provincia e poi, il 13 ottobre scorso, in Regione - aveva sollevato molti dubbi nei consiglieri, quella dei tecnici di azienda sanitaria e agenzia regionale sembra invece aver ricucito qualche perplessità tra i commissari pistoiesi.

Tumori. E' di poche settimane fa la moratoria dell'Ordine dei Medici di Pistoia sull'ampliamento dell'impianto previsto dal piano interprovinciale dei rifiuti. Alla base dell'atto: l'incidenza maggiore delle patologie tumorali a Montale e Agliana rispetto a quella registrata in Toscana e a livello provinciale. «I valori superiori - precisa però adesso Roberto Biagini, Ausl3 - c'erano già prima che l'impianto entrasse in funzione. Noi abbiamo indagato gli ultimi 30 anni e il tempo di latenza dei tumori è di 15, 20 anni. La situazione è andata migliorando: dalla fine degli anni Novanta in alcuni casi, nei due Comuni, si sono raggiunti numeri inferiori rispetto alle zone di confronto».

Pm10. I risultati del Patos, nato nel 2007 dalla volontà regionale di analizzare la composizione chimica delle polveri sottili, torna al centro della questione. Lo studio - nonostante, precisa Claudio Coppi di Arpat, Montale non faccia parte del progetto iniziale e sia stato considerato solo in un secondo momento, con campionamenti limitati- mostra una presenza massima nel montalese di ione glicolato.

«Il fatto che ci sia questa sostanza - sottolinea il tecnico - prova che quella combustione non è combustione da inceneritore (le alte temperature dell'impianto infatti distruggerebbero il glicolato, ndr). Può essere legno, erba, ma non inceneritore» ripete. Il glicolato alto a Montale inoltre, spiega Coppi, c'è solo in inverno. A Prato e nelle altre zone considerate dal Patos invece c'è sempre e cresce nei periodi più freddi. Il legame tra valori alti di Pm10 e fuochi all'aperto o caminetti accesi viene quindi ribadito ancora una volta. «Sicuramente il problema polveri sottili a Montale - conclude Coppi - c'è e preoccupa, ma non bisogna cercare un' unica fonte da incolpare. Occorre invece sponsorizzare la caccia "ai responsabili”».

Alimenti. «Negli animali e nei vegetali analizzati la presenza di metalli pesanti è a livelli di non rilevabilità. Gli inceneritori che non funzionano bene emettono mercurio, arsenico ... e nelle zone intorno all'impianto montalese questi non sono stati ritrovati nè nei polli nè nelle verdure». Pietro Gabbrielli dell'Asl rassicura sui frutti della terra montalese: sia quelli dei campi, sia quelli cresciuti nei micro allevamenti familiari.

Beatrice Faragli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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