Il Tirreno

Pistoia

Rubinetti a secco da domenica gravi disagi a Castel di Cireglio

di Marta Quilici

«Vane le segnalazioni del guasto a Publiacqua. Ci salva l’antica fontana nel cuore del paese» Tra i circa novanta residenti in difficoltà ci sono anche due signore in stato di gravidanza

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PISTOIA

Rubinetti a secco da domenica anche a Castel di Cireglio dove circa 90 residenti si incontrano davanti agli zampilli di una vecchia fonte, l’unica ancora in funzione, con taniche e bottiglie in mano per fare la scorta di acqua.

«Si tratta– racconta Ubaldo Ferrari – di una fontana nel cuore del paese, alimentata da un vecchissimo acquedotto inaugurato a fine Ottocento da Policarpo Petrocchi. Quello funziona, quelli più moderni no. Nelle case i rubinetti sono a secco e nessuno ci fa sapere né il motivo del guasto né che cosa dobbiamo aspettarci. Una parte del paese ha iniziato ad avere problemi domenica: abbiamo chiamato il numero verde di Publiacqua, ma era sempre occupato. Martedì pomeriggio, poi, ci è arrivata una comunicazione in cui si diceva che “avrebbe potuto mancare l’acqua”. Ce n’eravamo accorti. Da allora è rimasto a secco tutto il paese. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) alle 11 sono riuscito a comunicare con Publiacqua e la risposta è stata che il problema era stato risolto. Invece non è così perché dai nostri rubinetti non sgorga ancora niente.

«Noi siamo abituati a rimboccarci le maniche: abbiamo sparso noi il sale per le viuzze del paese, ma quello che ci fa più arrabbiare è la mancanza di comunicazione».

A Castel di Cireglio, oltre ad alcune persone anziane ci sono anche due donne al termine della gravidanza e tanti bambini. Dice Maria Bargiacchi: «Io sono al nono mese e ho un bimbo piccolo: stare senza acqua è davvero dura. Quella fontanella nel cuore del paese ci ha salvato. Abbiamo provato anche a chiamare Publiacqua, ma hanno attivato un disco registrato che ti chiede di attendere in linea; quando l’operatore risponde, dopo un buon quarto d’ora di attesa, può solamente dire che riferirà la segnalazione ai tecnici dell’ente e poi non se ne sa più niente».

Sotto accusa è la manutenzione delle tubature che partano dal bacino di accumulo dell’acquedotto sopra il paese. «Prima questi tubi erano interrati a mezzo metro di profondità – spiega Maurizio Ferrari -. Essendo protetti dalla terra non si ghiacciavano ed era più difficile che si usurassero: adesso i tubi si vedono persino affiorare dal ciglio della strada. Con il tempo la terra è stata portata via e, senza manutenzione, le tubature sono emerse sempre di più in superficie. Ci sono tratti che corrono persino sopra il livello della strada e sono in buona parte rattoppati: di inverno l’acqua ghiaccia e in estate ci viene calda». L’assenza d’acqua potrebbe causare problemi anche al circuito di riscaldamento delle case che è alimentato con l’acquedotto: “Io per fortuna sono riuscito a riempirlo dalla caldaia con alcune taniche – spiega Paolo Bargiacchi – altrimenti rischiavamo persino di rimanere al freddo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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