Attenzione
Negozi sempre aperti
si riaccende lo scontro Confcommercio e Confesercenti preparano il ricorso al Consiglio di Stato L’assessore Lucchesi: «Giusta la prudenza della nostra amministrazione»
PISTOIA
«Giusta la nostra posizione. Le sentenze emesse in questi giorni sono tutte dello stesso tenore». Può rivendicare una prudenza opportuna, l’assessore alle attività produttive Barbara Lucchesi, che un mese fa dichiarò la non intenzione di emanare ordinanze contro la liberalizzazione totale degli orari di apertura degli esercizi commerciali.
Dopo l’approvazione del decreto Monti, la Regione Toscana ha subito modificato due articoli del proprio Codice del commercio, in vigore dal 2005, confermando un massimo di 13 ore giornaliere di apertura e ribadendo, nella sostanza, la propria competenza in materia di commercio con un ricorso alla Corte Costituzionale.
La Corte, organo deputato a risolvere i conflitti di competenza tra poteri dello Stato, si pronuncerà in primavera, probabilmente a maggio. Nel frattempo, alcuni Comuni hanno deciso di accogliere la posizione della Regione, emanando ordinanze restrittive. Altri, come Pistoia, hanno deciso di mantenere una posizione attendista, per il timore di ricorsi da decine di migliaia di euro da parte della grande distribuzione.
Due giorni fa, dopo il pronunciamento del Tar della Lombardia, ecco, quello del Tar della Toscana, che ha accolto le istanze di sospensione presentate da alcune imprese della grande distribuzione nei confronti dei provvedimenti dei Comuni di Pontedera e di Prato, limitativi delle aperture domenicali e festive.
«E’ - interviene Riccardo Bruzzani, direttore di Confesercenti - un atto interlocutorio che non cambia la natura dello scontro in corso. La parola definitiva la dirà la Corte Costituzionale. Noi consideriamo questa liberalizzazione un grande imbroglio. Nessun negozio o catena ha aperto di sera, sono state tutte aperture festive, che comportano un aumento dei costi di gestione, alle fine fatti “pagare” ai consumatori con il rincaro de gli articoli».
Confcommercio ha espresso all’assessore Lucchesi un’ulteriore preoccupazione: «La liberalizzazione degli orari - evidenzia il funzionario Marco Baldasserroni - riguarda anche i pubblici esercizi. Se il settore non viene governato andiamo verso la deregulation totale, aperture di bar e pub 24 ore su 24. A Pistoia potrebbero esserci problemi nelle sere d’estate».
In caso di conferma della liberalizzazione completa degli orari da parte della Corte Costituzionale qualche pub potrebbe decidere di tenere aperto tutta la notte. «In caso di problemi di disturbo della quiete o ordine pubblico - ricorda Lucchesi - la legge ci dà altri strumenti. Certo, sarebbero provvedimenti più drastici rispetto ai buoni risultati raggiunti con il protocollo d’intesa sulla movida dello scorso anno».
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