Il dolore
«Io, anti-Tav e anti-parcheggio»
Dal carcere scrive Antonio Ginetti: «Hanno voluto colpire una battaglia civile»
PISTOIA
Antonio Ginetti ha scritto dal carcere di Santa Caterina un lungo messaggio al blog “Anarchici pistoiesi” in cui parla della sua militanza nei movimenti Anti Tav e del suo arresto, il 26 gennaio scorso, nell’ambito di una operazione su scala nazionale per gli scontri tra manifestanti No Tav e forze dell’ordine in Val di Susa la scorsa estate.
Il sessantenne pistoiese sostiene nella nota che lo Stato ha voluto «colpire il movimento proletario con l’arresto di un militante sociale, di una persona che si è sempre impegnata in battaglie civili e per il progresso sociale, che ha sempre combattuto a testa alta e alla luce del sole sotto il ricatto della “marchiatura” che gli è stata impressa».
Ginetti in particolare fa riferimento al suo impegno nel comitato contro «il nefasto e distruttivo progetto del parcheggio interrato in San Bartolomeo ». Citando uno dei leader della lotta contro la Tav, Alberto Perino, il militante pistoiese sottoscrive l’affermazione che «questi arresti sono solo una campagna mediatica».
Nel documento Ginetti attacca poi il Comune, colpevole – a suo dire – di aver avallato il progetto del parcheggio sotterraneo nonostante la forte opposizione suscitata tra la gente di San Marco.
Ginetti ricorda anche i suoi trascorsi giudiziari, la condanna nell’ambito di un processo per terrorismo che avvenne – afferma – solo per la chiamata in correo di un altro imputato, affermazioni «non sostenute da alcun elemento probatorio», ma sufficienti a marchiarlo come «terrorista».
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