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Il pane toscano verso la Dop La Cna: «Grande risultato»

PISTOIA E’ stata una grande giornata quella che mercoledì ha visto numerosi fornai pistoiesi e toscani affollare l’aula magna della facoltà di Agraria dell’università di Firenze per l’audizione di...

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E’ stata una grande giornata quella che mercoledì ha visto numerosi fornai pistoiesi e toscani affollare l’aula magna della facoltà di Agraria dell’università di Firenze per l’audizione di pubblico accertamento alla presenza della regione Toscana e del Ministero delle Politiche agricole per il riconoscimento della denominazione “Pane toscano” nella categoria Dop.

Un’aula magna attenta alla lettura del disciplinare che regolamenterà la produzione del pane toscano , quello sciapo, insipido fatto con la “madre” che viene rinfrescata per poi sfornare un pane dalla “crosta friabile e croccante con colorazione nocciola scuro opaco”.

«I fornai - afferma Piero Capecchi, presidente del Consorzio promotore della Dop e dei panificatori della Cna - dovranno seguire le regole precise dettate dal disciplinare di produzione della Dop, che consentirà di avere un pane dal profumo “nocciola” e con la mollica “di colore bianco-avorio, caratterizzata da un’alveolatura non regolare” . La coppia di pane, che avrà uno spessore compreso tra 5 e 10 cm, sarà contrassegnato dal marchio pane toscano Dop inserito nel perimetro raffigurante la regione Toscana, si potrà comprare in pezzature da 500, 1000 o 2000grammi ».

«Un risultato, al momento parziale – sostiene Tamara Bracali – responsabile del settore alimentare della Cna - ma che ci dà tanta soddisfazione perchè proprio nel 2001 Mauro Capperi, presidente di Cna alimentare Pistoia iniziò il percorso lungo e faticoso che via via ha coinvolto tutti le altre associazioni di categoria , gli agricoltori, i molini. A Mauro Capperi, deceduto ancora giovane, vogliamo dedicare questa giornata, aspettando l’espressione definitiva dell’Unione Europea fra circa un anno».

«Il futuro riconoscimento della Dop per il nostro pane – conclude Capecchi - garantirà una forte identificazione della elevata qualità del pane in Italia e nel mondo, costituendo una delle rare opportunità per restituire fascino al lavoro del fornaio, favorendone la specializzazione e lo sviluppo».

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