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Foibe, Berti replica «Quello di Scotti è un libro corretto»

PISTOIA Nessuna volontà negazionista da parte dell’amministrazione comunale e del sindaco Renzo Berti in particolare riguardo alla tragedia delle foibe. Così una nota di Palazzo di Giano replica alla...

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PISTOIA

Nessuna volontà negazionista da parte dell’amministrazione comunale e del sindaco Renzo Berti in particolare riguardo alla tragedia delle foibe. Così una nota di Palazzo di Giano replica alla bufera di dichiarazioni (per lo più di esponenti di centrodestra) scatenatasi dopo l’annuncio che in occasione del Giorno della memoria Comune e Cudir (Comitato unitario per la difesa delle istituzioni repubblicane) hanno deciso di distribuire nelle scuole il libro “Dossier Foibe” di Giacomo Scotti.

Da Casa Pound ai consiglieri regionali Benedetti, Villa e Donzelli, fino (ieri) al parlamentare Roberto Menia (Fli), l’iniziativa è stata bollata come vergognosa e Scotti bollato come un negazionista del dramma delle foibe, autore di versi adulatori diretti al maresciallo Tito, i cui partigiani si sono macchiati delle stragi compiute nelle cavità carsiche istriane .

Il Comune rifiuta questa classificazione del libro.

«Il libro Dossier Foibe di Giacomo Scotti – si legge –non sottintende nessuna volontà negazionista. Anzi, la scelta del libro, citato da Claudio Magris come esempio di valida ricerca storica, è avvenuta proprio per privilegiare uno sguardo il più possibile oggettivo e documentato sulla tragedia. Il libro, infatti, contestualizza storicamente la tragedia delle Foibe in quarant’anni di storia della penisola istriana ricostruendo i fatti e gli episodi che hanno portato ad una barbarie che è giusto e doveroso ricordare affinché mai più si ripeta... Ed è così che le brutalità di tanti partigiani titini e di nazionalisti slavi viene alla luce in tutta la sua crudezza, sullo sfondo della fine cupa del nazifascismo, di un'occupazione, di una guerra. I tristi affari di certi sgherri di Tito non vengono affatto taciuti ma appaiono invece in tutta la loro evidenza con il racconto della violenta insurrezione popolare scoppiata in Istria, nel cui contesto fu data la "caccia al fascista" con infoibamenti di fascisti e di innocenti italiani e slavi».

Il Comune di Pistoia, ricorda poi la nota «si è sempre impegnato per una giusta e doverosa attenzione al Giorno del Ricordo, partecipando e promuovendo iniziative sul tema come quella che avrà luogo domani alla Biblioteca San Giorgio dal titolo “Le radici del ricordo. Storia di una terra e del suo popolo” proposta dal Comitato 10 febbraio. Lo stesso consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione per intitolare una strada ai Martiri delle foibe, proposta che è stata già accolta dalla Commissione toponomastica il 28 maggio 2010 con l’intitolazione di un’area a verde all’interno di una lottizzazione in corso di realizzazione denominata “ex area Banci”».

Le polemiche, tuttavia, non accennano ad esaurirsi.

I consiglieri regionali Benedetti, Donzelli e Villa (Pdl) tornano a definire in una nota stampa diffusa ieri come «ingiustificabile» il comportamento del sindaco e citano passi di opere di Scotti per metterne in risalto le posizioni ideologicamente filo-titine. Concludono definendo «deboli e inutili» le giustificazioni del Comune.

«E' evidente – scrive Roberto Menia, coordinatore nazionale del Fli e deputato triestino – che l'iniziativa del sindaco Renzo Berti, sia in palese e voluta contraddizione con i principi e il senso della ricorrenza del 10 febbraio, e offensiva nei confronti delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata».

A livello locale, Daniela Simionato (Lega Nord) si unisce al coro contro il sindaco, in un intervento in cui descrive «gli armadi della sinistra» che «sono maledettamente duri da schiodare», per cui «ogni scusa o pretesto sono buoni per cercare di ricacciare i tanti scomodi eventi della storia cruenta dei comunismi di casa nostra nel dimenticatoio della melassa della sinistra moderna e liberal».

«Le pessime figure sono la sua specialità – sottolinea la consigliera – e penso sia abituato. Ormai il suo mandato volge al termine. C’è da augurarsi che siano le ultime. Il problema è che ce lo ritroveremo alla Asl».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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