Il Tirreno

Pistoia

Dal cd della serata nessuna certezza

Al processo per la tragedia delle Ginestre la registrazione audio della notte in cui morì Alessandro Bizzarri

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PISTOIA

Ha suscitato più domande che risposte la registrazione audio della tragica festa del 21 giugno 2008 al ristorante discoteca “Le Ginestre” di Maresca. Quella sera perse la vita un ragazzo di 17 anni, Alessandro Bizzarri, annegato nella piscinia adiacente al locale. E per quella morte dal settembre 2010 è in corso il processo davanti al tribunale monocratico. Decine e decine di ragazzi partecipanti alla festa decisero di fare un tuffo tutti insieme nella piscina, anche se quest’ultima non era aperta (e neanche illuminata). Così nessuno, sul momento, si accorse che Alessandro non era riuscito ad uscire dalla vasca. Quando scattò l’allarme e il giovane marescano fu tirato fuori dalla piscina, era ormai troppo tardi.

Accusati della tragica morte sono i gestori del locale (Simone Mascagni di 48 anni e Ivan Fini di 40) e il disc jockey che quella sera animava la festa, Roberto Petrillo, 54 anni, di Calderara di Reno: si sarebero resi colpevoli di una serie di omissioni e negligenze che resero possibile la tragedia. Il dj, in particolare, avrebbe incitato i giovani a fare un tuffo in piscina; ma Roberto Petrillo, insieme ai due coimputati, ha sempre smentito la circostanza.

L’affiorare, all’udienza del 26 settembre scorso, di una registrazione audio della serata – realizzata da un assistente di Petrillo – sembrava promettere un chiarimento almeno su questo punto.

Invece no. Ieri ha deposto – davanti al giudice Luca Gaspari – il perito che ha esaminato il file audio della serata, Luigi Innocenti. Il quale – interrogato dall’avvocato Cristofori, che difende il dj – ha ammesso di non aver sentito nessun invito a farsi un bagno in piscina. Solo verso la fine della registrazione, collocata dopo la mezzanotte, Petrillo fa riferimento alle “chiappe bagnate” di alcuni dei ragazzi presenti in sala da ballo.

Ma c’è dell’altro. Il file audio fornito dal dj riproduce la serata, dall’inizio a fin dopo mezzanotte. Era un’abitudine di Petrillo conservare traccia delle proprie “performance” alla consolle. Generalmente la musica cominciava a risuonare verso le 22 e alle 23 partiva la “sigla” della serata. Prendendo per buoni questi orari, il file copre bene l’ora tra le 23 e le 24, ma non l’ora precedente: a fronte dei sessanta minuti totali, la registrazione ne ha una ventina di meno.

Incalzato dall’avvocato di parte civile Federico Febbo, Innocenti ha sottolineato che eventuali manipolazioni del file registrato sarebbero state possibili (ad esempio eliminandone intere parti) senza lasciare alcuna traccia rilevabile. Ma, come ha messo in evidenza l’avvocato Cristofori, è solo una supposizione che la registrazione sia effettivamente iniziata alle 22 e che quindi il “buco” nella registrazione non abbia spiegazioni.

All’udienza ha deposto anche il perito delle parti civili, Angelo Catoni. Rispondendo alle domande dell’avvocato Febbo, Catoni ha chiarito come sia tecnicamente possibile che il file agli atti non raccolga tutti i messaggi inviati quella sera attraverso gli altoparlanti della discoteca.

Insomma, il file è un documento interessante ma non rappresenta una prova dirimente, né in un senso né in un altro. Starà ora al pubblico ministero Giuseppe Grieco e agli avvocati difensori e di parte civile rimettere in fila le testimonianze e le perizie per ricostruire quello che avvenne. Si comincerà a farlo nella prossima udienza del processo, fissata per il 22 maggio prossimo.

Forse a quell’udienza troveranno la forza di presentarsi anche i genitori di Alessandro Bizzarri, che anche ieri non erano presenti in aula.

Fabio Calamati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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