Il Tirreno

Pistoia

Decine di famiglie senz’acqua soccorse dalla Croce Rossa

di Elisa Valentini

L’opera dei volontari nelle frazioni più sperdute durante le giornate del grande gelo «Per tre giorni abbiamo rifornito tante abitazioni ma anche allevatori per far bere il bestiame»

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SAN MARCELLO

Fra il clamore dell'allerta meteo, il viavai di soccorsi e le lunghe liste dei danni del maltempo, sulla montagna pistoiese c'è un soggetto che ha operato tanto silenziosamente da passare quasi inosservato. È la Croce Rossa di San Marcello, i cui volontari hanno prestato tutte le loro forze per alleviare alcune situazioni di disagio causate dal freddo polare dei giorni scorsi.

Compito specifico della Cri è stato di distribuire acqua potabile ed industriale a diverse famiglie "rimaste a secco" per rotture e guasti vari avvenuti sulla rete idrica. Il rifornimento di acqua in caso di calamità rientra fra le attività di protezione civile che, coordinate dal responsabile Emanuele Rossi, sono svolte dalla locale Cri. «Sabato scorso era la bagarre – esordisce Luciano Battani, commissario Cri di San Marcello – fra le altre difficoltà, il ghiaccio aveva schiantato numerose tubature lasciando intere famiglie senz'acqua. Così Gaia Spa ed il Comune hanno chiesto il nostro intervento. Per tre giorni, da sabato a lunedì, i nostri Vds e Pionieri hanno rifornito diverse abitazioni, soprattutto a Mammiano. L'acqua per bere e cucinare è stata distribuita in taniche; quella per uso non alimentare, pur prelevata da fonti potabili, è arrivata con le nostre autobotti. Anche un allevatore ci ha chiesto acqua per far bere il bestiame e, naturalmente, ho concesso il benestare».

I fatti recenti presentano solo un piccolo spaccato dell'ampio ventaglio di compiti svolti dalla Cri. Il comitato di San Marcello cominciò la sua attività di protezione civile con l'antincendio boschivo, esercitato con mezzi del periodo bellico o del dopoguerra acquistati e risistemati dai volontari. Negli anni l'attività si è specializzata per far fronte a diversi tipi di emergenza (persone disperse; carenze idriche e alimentari), calamità naturali (terremoti, alluvioni) e necessità (raccolta di abiti e scarpe usate, lezioni di lingua italiana ed inglese, aiuti agli immigrati).

«L'esondazione del Po, 60 anni fa, vide la nostra prima uscita – prosegue Battani – di recente abbiamo lavorato all'Elba e in Lunigiana. Sempre a nostre spese, ci siamo dotati di un vasto parco mezzi e attrezzature cosicché riusciamo a spostarci e lavorare senza gravare e chiedere niente alle persone in difficoltà».

Autobotti, 2 generatori di corrente portatili, scorte di acqua in bottiglia e cibo in scatola, tende pneumatiche, pompe idrovore (usate a Pracchia per l'esondazione del 2009) sono parte dell'armamentario posizionato nella sede di San Marcello e nel capannone coibentato e riscaldato di Limestre che, in caso di necessità, può trasformarsi in una mensa-dormitorio accogliendo 150 persone per alcuni giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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