Il Tirreno

Pistoia

Paura a Montale, spazzato via un tetto in amianto

di Beatrice Faragli

Proteste per pezzi di copertura finiti in giardini e sulle strade «Doveva essere tolto mesi fa ma nessuno controlla»

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MONTALE

Sradicata dal forte vento di martedì notte parte della copertura in amianto dell'ex filatura Marisa, in via Risorgimento. «I fatti c'hanno dato ragione» denunciano adesso i residenti della zona. Le segnalazioni sulla pericolosità di quel tetto risalgono al settembre 2010. Ben più longeve invece le preoccupazioni dei cittadini per una costruzione degli anni Sessanta - vuota da almeno un decennio e in evidente stato d'abbandono - mai risanata.

«Da mesi – racconta Graziana Cencetti – la parte a nord della copertura ha iniziato a dare chiari segni di cedimento». Lei, che abita proprio accanto al fondo industriale, ieri mattina si è ritrovata con i pezzi d'amianto nel giardino. Non è andata meglio ai residenti vicini. I resti delle lastre infatti sono finiti anche nel bel mezzo di via I Maggio, via Fratelli Masini e via Giotto. I vigili urbani hanno chiuso i punti d'accesso in attesa del ritiro dei materiali. «Qui è pieno di tetti così» incalza la Cencetti. Dalla sua mansarda indica la distesa d'eternit che s'apre di fronte ai suoi occhi.

«Queste strutture ci sono da cinquant'anni ma a nessuno è mai importato nulla delle polveri emesse. Nel 2010 - continua la donna - abbiamo denunciato la cosa alle autorità competenti. L'Usl, con moltissima calma e a distanza di 6 mesi, ha chiesto alla proprietà, come da prassi, la relazione del tecnico di parte sullo stato del tetto». Sette ottobre 2012: questa la scadenza entro cui, la Si.Casa Più Srl di Messina, proprietaria del capannone, avrebbe dovuto provvedere alla rimozione e allo smaltimento dell'amianto. La società, inizialmente, aveva chiesto 3 anni. L'azienda sanitaria, vista l'estrema vicinanza delle scuole, ha ridotto il tempo d'intervento a un anno. I conti, commentano oggi i residenti, sono stati fatti male.

«La data – insistono – era comunque troppo lontana e quello che è successo stanotte (martedì notte, ndr) lo dimostra». Ieri mattina intorno all'ex filatura c'erano la polizia municipale - la prima a ricevere l'allarme - i pompieri di Pistoia, i tecnici dell'Asl 3 e quelli del comune montalese. I vigili del fuoco sono intervenuti sulle parti più instabili della copertura: un rettangolo da 2 mila metri quadri. La ditta specializzata nella rimozione dell'amianto è stata subito allertata ed ha assicurato l'opera entro la giornata stessa. Per parecchie ore però i pezzi di eternit sono rimasti lungo le strade. Il Comune ha emesso un'ordinanza urgente per la messa in sicurezza del plesso e la società siciliana è stata avvertita con un telegramma.

Se non interverrà sarà l'ente comunale a doversi far carico dei lavori per poi procedere al recupero economico nei confronti della Si.Casa Più Srl. «Abbiamo fatto la denuncia per i resti finiti in strada – spiega il sindaco – Il problema maggiore ora è l'inquinamento dovuto alle polveri. Purtroppo – precisa Scatragli – non c'erano gli estremi per chiedere la rimozione del tetto prima di quanto stabilito dall'Asl. Ieri i pompieri erano già stati sul posto perché alcune lastre si muovevano. La situazione è degenerata nella notte».

I cittadini però non vogliono aspettare che piova di nuovo amianto dal cielo per essere ascoltati nè attendere i tempi lunghi del piano di recupero previsto per la zona. Invocano, là dove ci siano motivi di salute e sicurezza pubblica, un intervento tempestivo. Intanto la polizia municipale, viste le difficili condizioni meteo, fa sapere che è a disposizione dei residenti impossibilitati a muoversi per la consegna urgente di medicine e alimenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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