Il Tirreno

Pistoia

L’Aias contro la Regione, duello al Tar

di Fabio Calamati
L’Aias contro la Regione, duello al Tar

Contestati i provvedimenti (anche quelli del Comune) che nel maggio 2010 hanno “preso atto” della nascita dell’Apr

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 La telenovela Aias si arricchisce di un nuovo capitolo. La direzione nazionale dell’associazione ha impugnato davanti al Tar gli atti della Regione e dell’Asl che, nel maggio 2011, hanno riconosciuto la nuova associazione Apr, guidata da Luigi Bardelli, come legittima erede della vecchia sezione Aias pistoiese, quella commissariata l’anno prima.

I due atti in questione sono l’accreditamento da parte della Regione (23 maggio) e la convenzione con l’Asl per gli interventi di riabilitazione (valore, 5,5 milioni di euro, 31 maggio): è anche grazie ad essi che l’Apr ha potuto, in pratica, prendere il posto della vecchia sezione Aias nella gestione della storica sede di via San Biagio e delle altre strutture di assistenza.

Non solo per quello, in realtà: la maggioranza dei vecchi soci Aias ha infatti seguito il presidente Bardelli, mentre un numero minore ha partecipato alla rifondazione della sezione Aias locale che, al contrario della precedente, ha la benedizione della associazione nazionale. Non a caso il ricorso al Tar è firmato dal presidente nazionale Aias Francesco Lo Trovato e dal presidente della “nuova” Aias pistoiese Antonio Principato.

Il fronte della giustizia amministrativa si aggiunge quindi a quello della giustizia civile, già aperto da tempo: qui è il tribunale di Roma che dovrà decidere se era o meno legittimo che Bardelli e soci rivendicassero la loro autonomia dall’Aias nazionale per sottrarsi al commissariamento. L’ ordinanza resa nota ai primi di gennaio, infatti, ha solo “congelato” in via precauzionale la validità della costituzione dell’Apr, in attesa del giudizio di merito.

La valutazione dei giudici amministrativi toscani non sarà meno importante di quella dei colleghi romani. Visto che il rapporto con la Regione e la convenzione con l’Asl sono fondamentali, anche in termini finanziari, per la vita dell’Apr oggi e dell’Aias pistoiese ieri.

Ma cosa c’entra il Comune? C’entra, anche se in seconda battuta. L’atto principale che l’Aias nazionale impugna, infatti, è il decreto 2035-2011 della Regione, che conferma l’accreditamento a favore dell’Apr “a seguito di nuova denominazione”. E la Regione sostiene di aver avuto conferma della “nuova denominazione” dell’ex Aias attraverso le note inviate dai Comuni di Pistoia e Montecatini. I quali, a loro volta, avevano “preso atto” della nota del legale rappresentante dell’Apr (Luigi Bardelli) che informava del camnbio di denominazione sociale dell’Aias - sezione di Pistoia operato con l’assemblea del 16 aprile 2011.

Insomma, una sfilza di “prese d’atto” al termine delle quali la Regione si assumeva la responsabilità di indicare nell’Apr la legittima erede della vecchia Aias pistoiese.

Se si aggiunge che anche l’Asl aveva citato le comunicazioni dei Comuni di Pistoia e Montecatini, è legittimo pensare che il Comune di Pistoia (come quello di Montecatini) un ruolo lo abbiano giocato nella convulsa vicenda del maggio 2010. In particolare, abbiano contribuito a convincere tutti che la legittima erede della “vecchia” Aias pistoiese era l’Apr di Bardelli e non la nuova Aias di Principato.

Ma l’avvocatura di Palazzo di Giano la pensa diversamente e proprio per questo ritiene giusto opporsi alla impugnazione. «Nessuno dei comportamenti e comunicazioni assunti dal Comune – scrive il dirigente degli affari legali Vito Papa – ha la benché minima attitudine a ledere la posizione della ricorrente (cioè dell’Aias nazionale e locale, ndr)». Insomma, si tratta di atti “neutri”, sostiene il Comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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