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Dieci giorni di attesa prima di riaprire il forno crematorio
PISTOIA Realisticamente si dovrà attendere ancora almeno una decina di giorni prima che possa tornare in funzione il forno crematorio del cimitero comunale di Pistoia, bloccato dalla Provincia dal 30...
PISTOIA
Realisticamente si dovrà attendere ancora almeno una decina di giorni prima che possa tornare in funzione il forno crematorio del cimitero comunale di Pistoia, bloccato dalla Provincia dal 30 dicembre scorso, a causa degli sforamenti riscontrati nelle emissioni di diossina in atmosfera. Una ripresa dell’attività, però, solo temporanea e non a pieno regime.
La Socrem, la società proprietaria dell’impianto, ha depositato in Provincia la richiesta relazione tecnica in cui vengono indicate le cause del malfunzionamento: 8 quelle scoperte. «Relazione giudicata convincente dai nostri tecnici – spiega l’assessore all’Ambiente Rino Fragai – Manca però ancora qualche documento. Nel caso questa integrazione ci fosse consegnata domani, entro sette giorni saremmo in grado di convocare la Conferenza dei servizi, che esaminerà i documenti per concedere l’autorizzazione per la riattivazione. Per soli cinque giorni però, e non a pieno regime. Passato questo periodo di prova, la Socrem dovrà procedere a nuove analisi di autocontrollo ed inviarcele. Se risulteranno a posto, l’Arpat provvederà ad eseguire le analisi ufficiali. Quindi, l’impianto verrà fermato in attesa dei risultati. Qualora tutto risultasse a posto, l’attività riprenderà regolarmente».
Ma con una prescrizione: oltre a varie procedure da seguire, per un anno la Socrem dovrà procedere ad analisi quadrimestrali anziché annuali.
Nel frattempo, le salme da cremare continuano ad essere trasportate fuori provincia. Lunghi i tempi di attesa. Alla Misericordia sono dieci le salme (in attesa in un’apposita sala messa a disposizione gratuitamente) che dovranno essere cremate da qui al 22 febbraio nell’impianto di Arezzo. La Croce verde invece ha raggiunto un accordo con il crematorio di Ferrara.
«Siamo molto dispiaciuti – spiegano alla Socrem – per i notevoli disagi occorsi a chi ha perso una persona cara in questo periodo in cui gli impianti di cremazione funzionanti in Toscana sono pochi e dunque saturi di richieste».(m.d.)
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