Finanza
Appartamenti e parrocchie per i senzatetto
La rete costituita da Caritas, Sds e Comuni consente di fronteggiare l’emergenza nella Valdinievole
MONTECATINI
Caritas, Società della salute, Comune, cooperative sociali. È con questa “rete” che a Montecatini e in Valdinievole si cerca di fronteggiare l’emergenza gelo per i senzatetto. E, finora, la sinergia ha funzionato. Nessuno, infatti, risulta esposto la notte ai rigori di questo gennaio siberiano. Nessuno, poi, è costretto a dormire in stazione per trovare un riparo. Anche perché i due scali ferroviari della città sono da mesi chiusi la notte.
Il provvedimento era stato adottato per scoraggiare la presenza di clochard, nomadi e nullafacenti, e “salvaguardare” l’immagine di una delle principali porte d’ingresso di una località che comunque è e resta turistica. E il grande freddo non ha convinto le autorità a riaprirle, anzi. Piuttosto ha fatto loro allargare le maglie dell’accoglienza nelle strutture che già esistono.
A Montecatini, ad esempio, ci sono due appartamenti in Zona Sud, di proprietà del Comune, che da mesi sono a disposizione di persone che si trovano ad affrontare emergenze abitative. Sono centri di accoglienza notturna, gestiti da una cooperativa sociale in base a un accordo tra Caritas e Società della salute. Il più grande può ricevere sei persone, l’altro quattro. Di solito gli appartamenti vengono messi a disposizione di sfrattati per una settimana o due, il tempo necessario perché questi trovino un’altra sistemazione. «E in questi giorni – confermano le assistenti sociali – sono stati ospitati tre senzatetto che altrimenti sarebbero stati costretti a trovarsi un riparo di fortuna. Altri due, una coppia di romeni, si sono presentati stamani a chiedere informazioni, ma hanno riferito che per un paio di giorni avrebbero potuto dormire in casa di amici. Se dovessero tornare, sicuramente troveremo loro una sistemazione».
Dall’inizio dell’ondata di maltempo, poi, altri cinque senzatetto sono stati ospitati nella parrocchia del Corpus Domini, sempre in Zona Sud. E sempre con il coordinamento della Caritas. E’ la stessa struttura che ospitò i rifugiati dalla Libia smistati a Montecatini. Così come il centro di prima accoglienza (questa volta comunale) di Monsummano, in via Morante, dà un riparo a cinque rifugiati di origine africana (provengono dalla Guinea).
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