Il Tirreno

Pistoia

Servizi ok all’hospice di Spicchio ma una sola struttura non basta

Assistenza di prim’ordine e umanità nel complesso che segue i malati terminali, che però è l’unico centro di questo genere in grado di dare una risposta a tante famiglie nel dramma in provincia

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PISTOIA

Sempre più difficile trovare famiglie dove non sia capitata una disgrazia per malattie gravi che la medicina, almeno per ora, non è riuscita a sconfiggere. In questo panorama ci sono famiglie nel dolore, nel dramma perché non riescono a fronteggiare la grave situazione, che spesso rischia di sacrificare e compromettere anche l'unità della famiglia. In più c'è la preoccupazione di non riuscire ad offrire al familiare, gravemente ammalato, una assistenza adeguata. Nella nostra provincia, proprio per andare incontro a queste necessità, è funzionante da tempo a Spicchio una struttura della Asl che va incontro proprio a queste esigenze. Una struttura realizzata proprio per “prendersi cura” dei pazienti ricorrendo alle cure palliative e coinvolgendo anche le loro famiglie.

Funziona e aiuta, ma una sola in tutta la provincia è troppo poco, come testimoniano alcuni assistiti.

«Per fortuna c'era questa soluzione - dice una signorina che ha avuto la madre gravemente ammalata e ricoverata nella struttura - altrimenti mi sarei trovata persa. Qui abbiamo avuto tutto, gentilezza, professionalità e ascolto. Queste strutture devono essere potenziate perché sono di aiuto, di supporto a tutti e risolvono molti problemi anche familiari oltre ad offrire assistenza medica e sanitaria necessarie».

La signorina, che risiede nella montagna pistoiese, già dai funerali della mamma, avvenuti in questi giorni, ha iniziato una raccolta di fondi da destinare proprio all'hospice di Spicchio. «Purtroppo di queste realtà – precisa – ci rendiamo conto solo quando ne abbiamo bisogno».

La struttura, denominata "Hospice La Limonaia", è situata fra San Baronto e Lamporecchio ed è diretta dal dottor Luca Lavacchi. Due medici, Caterina Repole e Alberto Bologna, sono presenti tutti i giorni e sono comunque sempre reperibili in qualsiasi momento. C'è una caposala, Rosella Petretto, che coordina i vari servizi.

Nella struttura sono sempre in servizio, almeno due operatori: un infermiere e un operatore socio sanitario nonchè personale per le pulizie. Il lunedì e il giovedì è possibile parlare anche con una psicologa, Giuseppina Caravello. È disponibile un'ora al giorno (dal lunedì al venerdì) anche un fisioterapista. Per visitare durante il giorno i pazienti ricoverati nell'hospice, non ci sono orari prestabiliti. E durante la notte può rimanere a fare assistenza una persona per ogni malato.

La struttura dispone di 7 posti letto ed ogni camera è dotata di tutti i comfort. «Per la verità – precisa il parente di un tutente della piana – non ero a conoscenza dell'esistenza di questa struttura. Mi fu prospettata nel reparto di prima medicina al Ceppo».

E la scelta dell'hospice di Spicchio anche per il familiare di questa persona «è stata come una boccata d'ossigeno».

«È proprio così - precisa - Trovare un conforto, un aiuto, l'assistenza qguai è proprio come avere dell'uando ti trovi nei ossigeno per andare avanti. E nell'hospice di Spicchio chiunque ne abbia bisongo non potrà che rimanere colpito positivamente dal servizio che viene offerto. Quello che c’è di positivo – prosegue – è che in quella struttura tutti ti fanno sentire a tuo agio, a partire dal direttore, i medici, la caposala, il personale infermieristico le operatrici Os, il personale per le pulizie. Tutti, veramente tutti fanno il possibile per esserti vicino nei momenti difficili. Un particolare che mi ha colpito molto è stato vedere il personale dipendente che consuma il pranzo o la cena nello stesso spazio dove ci sono anche i pazienti. Un aspetto questo che la dice tutta anche sulla familiarità che c'è nella struttura».(b.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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