Il Tirreno

Pistoia

«La visita a mia figlia? Dopo più di un’ora»

Protesta un padre al pronto soccorso. L’Asl: «Affluenza eccezionale, la piccola è stata ben assistita»

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PISTOIA

«Un’ora di attesa prima che vivisitassero la mia bambina». È questa la protesta di un padre, Luigi Marku, che ieri mattina ha portato al pronto soccorso la sua bimba di 7 anni che si era sentita male mentre era a scuola.

«Sono arrivato al pronto soccorso poco dopo le 13.30 – dice – e alle 14.30 mia figlia non era ancora passata dall’accettazione. Non so che cosa ha, nessuno mi sa dire se è un semplice malanno di stagione o se è qualcosa di più grave. Non so neppure che codice ho: se è verde, giallo, rosso: è un’ora che sono qui ad aspettare e ancora mia figlia non è stata vista da nessuno».

La bimba è ancora sulla seggiolina della sala di attesa del pronto soccorso aspettando di entrare al Triage per essere visitata una prima volta e indirizzata, se necessario, nel reparto appropriato. Vi entra poco dopo, alle 14.40, mentre gli umori delle molte persone in attesa al pronto soccorso si stavano surriscaldando.

«Stamattina – spiega Marku – ho ricevuto una telefonata dalla scuola di mia figlia: erano le maestre che mi avvertivano che la bimba aveva la febbre alta e che le colava il sangue dal naso. Mi chiedevano di andare immediatamente a prenderla. Io mi sono precipitato alla scuola, ho preso mia figlia e ho chiamato subito la pediatra. Saranno state le 13.30. È stata la dottoressa a consigliarmi di andare al pronto soccorso. Quando sono arrivato ho fatto sedere mia figlia su una sedia e ho cercato qualche infermiera. Invano. Ha dovuto aspettare su quella seggiolina per più di un’ora. Poi, una volta entrati, ci hanno detto di andare nel reparto di pediatria, ma ci hanno fatto passare dall’esterno, facendoci fare il giro dell’ospedale».

Al pronto soccorso del Ceppo, nel primo pomeriggio, la sala è molto affollata. Decine le persone in attesa di notizie di parenti o di essere visitate; il nervosismo, tra gli utenti, non manca. Colpa dell’affluenza eccezionale di questi giorni, spiegano all’Asl: «Nel momento stesso in cui è arrivata la bambina c’erano in attesa 30 persone e 15 erano in visita. Ai genitori della piccola è stato consigliato di recarsi in pediatria utilizzando il percorso esterno per non esporre inutilmente la minore alla vista dei pazienti in trattamento e a eventuali virus circolanti nelle strutture ospedaliere. Giunta in pediatria è stata visitata e trattata, ma la situazione clinica era del tutto tranquilla. La bambina è tornata al proprio domicilio».(m.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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