Sicurezza
La ricetta di Berini per salvare Quarrata
Economia, ambiente, sicurezza e turismo: il candidato del Pdl presenta il suo programma
QUARRATA
Tante persone domenica pomeriggio all'inaugurazione della sede elettorale del Pdl. Nell'occasione il candidato a sindaco Flavio Berini ha presentato ufficialmente la sua candidatura e ha illustrato il programma. La sede, inaugurata alle 16, è in via della Repubblica 20.
Tra i presenti, oltre ai membri del partito quarratino, anche l'appena riconfermato coordinatore provinciale del Pdl Alberto La Penna, il vice Patrizio La Pietra e Alessandro Capecchi, uscito sconfitto dalla votazione per la leadership.
«Vengo da una famiglia di umili origini – ha detto Berini – e per pagarmi gli studi ho dovuto lavorare. Per risolvere i problemi di Quarrata credo si debbano rintracciarne le cause. Il lavoro, innanzitutto, è andato in crisi perché è collassato tutto il sistema di imprese, banche e consulenti-commercialisti: le prime non hanno saputo reggere l'impatto con la globalizzazione, le seconde hanno chiuso i rubinetti, i terzi non si sono interessati seriamente alle indicazioni di Basilea2 (per l'accesso al credito, ndr). Il Comune non ha capito le esigenze delle imprese e ha portato avanti politiche chiuse, retrograde e burocratiche. Detto questo, veniamo alle soluzioni: non dovremo più accettare il lavoro nero negli scantinati. Poi, per sopperire all'esigenza di liquidità, il Comune dovrà cercare un plafond per finanziare le imprese meritevoli. Si dovrà costruire un distretto di cui il Comune dovrà essere socio per attirare capitali dall'Europa e dalla Regione, internazionalizzare il prodotto, creare un prodotto di qualità e un marchio. Servono inoltre infrastrutture e strade; serve un albergo, un ristorante e uno spazio espositivo per accogliere le persone».
Sull'ambiente: «Ho subito quattro alluvioni: bisogna fare le casse di espansione e spingere Pistoia a costruirne a valle. Faremo inoltre il depuratore della Piana e il porta a porta per i rifiuti, per andare verso una riconversione dell'inceneritore sul modello di Vedelago: quando ero ragazzo il cancro era malattia rara, ora non più. Sulla Magia e La Querciola sono stati spesi soldi senza progettualità. La Casa di Zela è costata 3 milioni e viene affittata al Parco Verde a 1.000 euro l'anno. Devono essere strutture autonome. Per promuoverle sono già in contatto con una compagnia turistica. Potremmo lanciare gli scavi etruschi a Tizzana e la casa di Zela potrebbe fare da base logistica per i ricercatori. Sull'immigrazione infine, stop alla delinquenza e a chi non si integra con i nostri usi e costumi».
Marta Quilici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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