Toscana
Disperato appello di una famiglia: «Non abbiamo niente»
SAMBUCA Un appello agli enti pubblici per alleviare una situazione di grave disagio sociale. La richiesta d'aiuto proviene da Mina e Giuseppe Venanti, una coppia che attualmente abita a Taviano di...
SAMBUCA
Un appello agli enti pubblici per alleviare una situazione di grave disagio sociale. La richiesta d'aiuto proviene da Mina e Giuseppe Venanti, una coppia che attualmente abita a Taviano di Sambuca in una sistemazione precaria generosamente fornita da una conoscente. A raccontarci la storia è la signora Mina, di origine russa e da tempo compagna di Giuseppe.
«Abbiamo bisogno d'aiuto – esordisce – ci troviamo in gravi difficoltà economiche che non riusciamo a fronteggiare da soli per le serie condizioni di salute di Giuseppe. Ci è impossibile provvedere anche alle cure del mio compagno, rimasto paralizzato dopo il terzo ictus. Fino all'anno scorso vivevamo a Firenze dove Giuseppe fu colpito dal primo ictus. In seguito ci siamo trasferiti a Rosignano Marittimo, a casa di mio cognato che, tuttavia, è deceduto poco dopo. Non potendoci permettere di pagare 600 euro di affitto, abbiamo chiesto aiuto ad una mia amica che ci ha dato ospitalità gratuita in una stanza della sua casa a Taviano».
Qui Giuseppe è stato colpito dal secondo ictus, poi da un'emorragia interna e infine dal terzo ictus che, a soli 50 anni, l'ha lasciato paralizzato. «Il mio compagno ha bisogno di cure – prosegue Mina – non possiamo rivolgerci all'ospedale di Porretta (il più vicino, seppur in Emilia) poiché, come ci hanno detto, non ha competenza sul territorio toscano. Io non ho la possibilità di portarlo spesso a Pistoia. Il medico di Sambuca è stato molto solidale con noi, visita spesso Giuseppe e ha inoltrato all'Inps la richiesta per ottenere il riconoscimento di invalidità civile. Ma siamo preoccupati: dopo 4 mesi non abbiamo ancora ricevuto la chiamata per la visita all'Asl». Altro problema è il sostentamento alimentare.
«Ricevevamo ogni mese un pacco alimentare dalla Caritas di Pistoia – spiega Mina – ma da un po' di tempo non arriva. Per fortuna i vicini ci aiutano con generi alimentari e legna per il riscaldamento». Pur non essendo cittadini sambucani, anche il locale sindaco è a conoscenza della situazione. «Più volte ho sollecitato la coppia a prendere la residenza a Sambuca – spiega Melani – così potremmo dare loro qualche aiuto in più. Già adesso la nostra assistente sociale si interessa a loro con spirito di volontariato. Per la pratica di invalidità, non c'è da temere perché i tempi sono lunghi, anche 7-8 mesi». (e.v)
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