Il Tirreno

Pistoia

Una colletta sul web per vivere insieme

di Luca Giuntini

La singolare storia di Massimo e del suo amore australiano, Gaylene: senza Internet non sarebbero marito e moglie

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PISTOIA

E' il prototipo della storia d'amore moderna. Un corteggiamento su web condito dagli ingredienti più tecnologici: tablet, Skype, Facebook, email, la creazione di una serie di video per finanziare un viaggio intercontinentale e raggiungere così la propria bella. E un matrimonio finale – addiruttura doppio! – a suggellare il lieto fine. Ingredienti che mischiati a dovere rendono possibile la storia d'amore tra il pistoiese Massimo e l’australiana Gaylene.

Più di quindicimila chilometri di distanza li separano. E come in tutte le storie d'amore che si rispettino, il finale non può che essere coronato dal matrimonio. Lui, Massimo Galardi, 38 anni, pistoiese, lavora in un'agenzia pubblicitaria. Lei, Gaylene, 36 anni, originaria di Perth, Australia occidentale, fa la fotografa. Si conoscono per la prima volta a una festa il primo gennaio 2008: «Gaylene si trovava in Italia solo di passaggio – ricorda Massimo – E quella sera ci ho scambiato solo due chiacchiere, niente di più».

Nove mesi dopo però Massimo incontra a Pistoia la coppia italo-australiana con la quale Gaylene era in compagnia alla festa di Capodanno: «Lui si chiama Piergiorgio, lei Nadine – racconta Massimo – Facciamo amicizia e così riesco a prendere contatti anche con Gaylene che nel frattempo era tornata in Australia. Nei mesi che seguono ci sentiamo prima su Facebook, poi per mail, quindi su Skype. Si può dire che tra di noi sta nascendo qualcosa».

Come in ogni storia d'amore che si rispetti, ecco che subentra il colpo di scena, dal nome piuttosto strano: "World of Frustone". Un sito internet, e un brand commerciale, che permette alle persone di tutto il mondo di sviluppare progetti condivisi. «Per me era un momento un po' difficile – racconta Massimo – C'erano tanti piccoli ostacoli che mi impedivano di fare quello che volevo. E quello che volevo, prima di tutto, era incontrare Gaylene: ma come facevo se si trovava dall'altra parte del mondo? E' qui che entrano in gioco Piergiorgio e Nadine che, generosamente, ci offrono il loro aiuto e il loro talento».

Lui è Piergiorgio Provenzano, detto Pigi, e di mestiere fa il videomaker. Lei è Nadine e ha un commercio online di tshirt a marchio "Frustone". I due prendono a cuore la storia di Massimo e Gaylene e, gratuitamente, li aiutano a incontrarsi di nuovo: Pigi gira una serie di video in cui Massimo racconta la sua storia, il suo desiderio di rivedere Gaylene: «L'idea è tanto semplice quanto geniale – spiega Massimo – Io racconto la mia storia, con tutta la sincerità possibile. E se volete che la storia continui, mandate una donazione. Nel frattempo Nadine, per raccogliere altre donazioni, crea delle magliette dedicate alla storia, acquistabili online. Non è stato per niente semplice – continua Massimo – Devi avere un motivo valido se vuoi che degli sconosciuti da tutto il mondo ti aiutino a realizzare il tuo progetto! Credo che l'averci "messo la faccia", come si usa dire, sia stato il motivo principale che ha fatto sì che tutto funzionasse».

La colletta via web funziona e Massimo riesce a mettere insieme i soldi per il viaggio. Sale sull’aereo per l’Australia e atterra a Perth nel maggio 2009 dove conosce la famiglia e gli amici di Gaylene. «Ci sono state soddisfazioni impagabili – ricorda Massimo – Oltre al fatto di essere finalmente arrivato in Australia intendo! La prima sera ad esempio siamo andati in un locale a Perth dove c'erano anche persone che né io né Gaylene conoscevamo. Però avevano visto la nostra storia online ed erano venute a conoscerci di persona!».

Dopo il viaggio in Australia per Massimo arriva il momento di tornare in Italia: questa volta sarà Gaylene a raggiungerlo. «Siamo a luglio del 2009 e io e Gaylene cominciamo a vivere insieme. Lei però non riesce a ottenere il visto così è costretta, dopo circa sei mesi di convivenza, a tornare in Australia. Adesso tocca a me rischiare come ha fatto lei».

Massimo quindi lascia il lavoro e a febbraio parte per l'Australia, con l'idea di sfruttare i tre mesi di permanenza offerti dal visto per fare colloqui e cercare una sponsorizzazione che gli faccia ottenere il permesso di soggiorno: «Grazie al fatto che in Australia la coppia di fatto ha validità legale riesco a ottenere un visto temporaneo per due anni - sorride Massimo - E con il visto arriva il primo lavoro. Siamo nell'agosto del 2010. A dicembre dello stesso anno, per la precisione il 31, ovvero la stessa notte in cui ci siamo conosciuti tre anni prima, decidiamo di sposarci».

Due volte, la prima a Perth nel giugno 2010, con i genitori di Massimo che assistono in diretta skype alla celebrazione. La seconda a luglio nell'oliveta di casa in Valdibrana, alla presenza di entrambe le famiglie, di amici di svariate nazionalità e di un tablet dove leggere le rispettive promesse di matrimonio.

«Adesso vivo qui a Perth – afferma Massimo – Non mi considero un cervello in fuga, ma un espatriato a tutti gli effetti. Sono fortunato perché lavoro in un'agenzia pubblicitaria, come quando ero in Italia. A Perth mi trovo davvero bene: benché abbia una popolazione di 1 milione e mezzo di abitanti, per tanti versi ha la stessa atmosfera provinciale di Pistoia. Insomma: non è mai troppo tardi per emigrare!»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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