Il Tirreno

Pistoia

Senz’acqua in casa centinaia di famiglie

 Senz’acqua in casa centinaia di famiglie

Congelati i depositi a monte degli acquedotti che servono le borgate collinari, autobotti in azione da due giorni

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di Massimo Donati

PISTOIA

Corbezzi, Campiglio, Baggio, Campopiano… Sicuramente più di un centinaio, forse duecento le famiglie che, in alcune borgate collinari di Pistoia, già da due giorni sono senz’acqua a causa del gelo. E a queste sono da aggiungere le oltre cento famiglie a secco dal pomeriggio di sabato a Quarrata, nella zona di Campriana. Per quanto riguarda le frazioni pistoiesi, le notizie non sono buoni: i problemi non sembrano essere né facilmente né rapidamente risolvibili.

Ad essere ghiacciate, infatti, non sono le tubature principali dell’acquedotto, oppure i contatori delle varie abitazioni, bensì i piccoli depositi a monte della rete o, addirittura, le stesse sorgenti. La peculiarità della collina pistoiese è infatti quella che ciascuna frazione è servita da un piccolo acquedotto a sé stante, a volte anche due, come nel caso di Baggio, dove solo metà del paese è rimasto all’asciutto (le fontanelle pubbliche, infatti, funzionano). I tecnici di Publiacqua (tre le squedre d’emergenza impegnate sul territorio) hanno già fatto tutto quello che era tecnicamente possibile, sostituendo, laddove era necessario, eventuali tubi schiantati dal gelo, soprattutto quelli esterni che collegano le sorgenti ai depositi di accumulo. Tuttavia sono quest’ultimi ad essere diventati praticamente dei blocchi di ghiaccio: impossibile, quindi, l’erogazione, anche in presenza di tubazioni del tutto libere. Purtroppo, l’unica soluzione sembra al momento essere quella di attendere l’innalzamento delle temperature, almeno quelle massime: la scorsa notte le minime nelle zone interessate non sono scese al di sotto dei -5, ma durante il giorno non sono salite sopra lo zero, ed è questo ad impedire lo scongelamento dell’acqua all’interno dei depositi. Già da sabato pomeriggio, le squadre di volontari della Vab e di operai del cantiere comunale – coordinate dalla Protezione civile – si sono messe all’opera per rifornire gli abitanti rimasti a secco con le autobotti.

«Abbiamo 4-5 mezzi in azione – spiega Angelo Biagini, responsabile della Protezione civile del Comune – Si tratta di piccole autobotti o di jeep, così da poter raggiungere direttamente le abitazioni interessate: non possiamo certo pretendere che la gente venga nella piazza principale del paese per poi tornare a casa trasportando le taniche piene d’acqua. Per cui, cerchiamo di contattare un referente nella frazione e diciamo a lui di avvertire i vicini che l’autobotte sta arrivando e di preparare i contenitori. Purtroppo l’acqua che portiamo è sì pulita ma non certificata e quindi non potabile. Su segnalazione della Polizia municipale e dei Servizi sociali stiamo però consegnando anche acqua in bottiglia alle persone anziane».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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