Il dolore
Lapenna confermato alla guida del Pdl
Nel congresso di villa Cappugi 850 voti per il coordinatore uscente, 402 per Capecchi
PISTOIA
E’ una vittoria netta quella con cui Alberto Lapenna è uscito dal congresso provinciale del Pdl svoltosi a Villa Cappugi. Su 1.252 votanti, 850 hanno votato per la sua riconferma alla guida del partito, in tandem con Patrizio La Pietra come vicecoordinatore. 402, invece, i voti raccolti dallo sfidante, il consigliere comunale di Pistoia Alessandro Capecchi, che si presentava affiancato da Samuele Campioni. Nel prossimo coordinamento provinciale, la lista di Lapenna sarà presente con 20 eletti su 30. Al congresso hanno partecipato, tra gli altri, Denis Verdini e Stefania Fuscagni, del coordinamento regionale Pdl.
«C’è stata una partecipazione eccezionale – è il commento di Lapenna – il che dimostra che non siamo affatto un partito di plastica. Il risultato per me è stato più che soddisfacente: i voti ottenuti mi hanno confermato fiducia e rispetto, che ricambierò con i fatti, lavorando in questi tre anni al rinnovamento del partito e alla creazione di un gruppo dirigente. Anche il confronto in congresso è stato serio, a parte qualche nota stonata. E ha dimostrato, secondo me, che lo spazio per un congresso unitario ci sarebbe stato: tra me e Capecchi le posizioni erano vicine, mentre sul piano dei valori siamo uniti».
Soddisfatto anche Alessandro Capecchi, che ringrazia tutti coloro che lo hanno sostenuto e votato, consentendo così di svolgere «un congresso vero». «Come minoranza – dice – intensificheremo l’impegno, a partire dalla richiesta di congressi in tutti i comuni entro un mese, con l’unica eccezione di Pistoia, dove l’appuntamento elettorale è troppo ravvicinato».
E per Lapenna c’è subito un problema: la Destra ha mal digerito che il Pdl abbia reso noti i candidati alle amministrative prima dell’appuntamento congressuale, contrariamente – osserva il segretario provinciale Giuseppe Fiore – agli impegni assunti. «Non intendo certamente esprimere giudizi sui candidati – scrive Fiore –ma il metodo non mi sembra corretto. Gli alleati, anche se relativamente piccoli, andrebbero coinvolti e non posti un po’ arrogantemente di fronte al fatto compiuto».
Fiore sollecita una coinvolgimento nella stesura dei programmi e invita il Pdl a non dare per scontata l’alleanza.
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