Sicurezza
«Subito un giudice per la sezione lavoro»
Allarme in sindacati e associazioni per il trasferimento dell’unico magistrato di quel settore
PISTOIA
Forte preoccupazione dei sindacati Cgil Cisl e Uil e delle associazioni di categoria per la situazione che si viene a creare al tribunale del lavoro per il trasferimento dell’unico giudice attualmente in servizio.
Sindacati e associazioni hanno scritto al presidente della Corte di Appello, Fabio Massimo Drago e al Presidente del tribunale di Pistoia, Fabrizio Amato, per fare presenti le conseguenze della prevista assenza del giudice del lavoro per parecchio tempo.
«Ci risulta – scrivono – che il dott. Giuseppe De Marzo, unico giudice del lavoro, sia in procinto di essere trasferito in Corte di Cassazione e che, già dai prossimi giorni, non svolgerà più le proprie funzioni. Al contempo non ci risultano ancora essere state assunte deci- sioni che possano, seppur provvisoriamente ed in attesa di un auspicabile concorso, sopperire alla vacanza di tale fondamentale ruolo.
«La preoccupazione è ancor più giustificata alla luce del particolare periodo di contrazione dell'economia e dell'occupazione sul nostro territorio che, tra le tante conseguenze, porta con sé anche il moltiplicarsi delle richieste di giustizia.
«L'allungamento dei tempi del contenzioso del lavoro che si aggiunge peraltro alla già cronica sofferenza sul settore ci vile in particolare delle esecuzioni immobiliari, rischia di rappresentare un disagio insopportabile per i lavoratori e per le imprese nonché un ulteriore fattore di penalizzazione della competitività del nostro territorio.
«Da non sottovalutare infine che le recenti modifiche legislative apportate dal cosid- detto collegato lavoro e le prescrizioni anche temporali ivi contenute, atte proprio a cer- care di contenere e ridurre i tempi della giustizia, sarebbero vanificate da un non breve periodo di vacanza.
«Auspichiamo pertanto un vostro intervento in merito».
Primi firmatari della lettera sono Gessica Beneforti (Cgil), Patrizia Pellegatti (Cisl) e Paolo Meocci (Uil).
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