Sicurezza
Dai vampiri a Ncsi, le scoperte del “collezionista di ossa”
Dell’archeologo e antropologo forense Matteo Borrini, originario di Spezia, si è cominciato a parlare nel marzo del 2009, quando fu lui a scoprire sull’isola del Lazzaretto Nuovo, a Venezia, i resti...
Dell’archeologo e antropologo forense Matteo Borrini, originario di Spezia, si è cominciato a parlare nel marzo del 2009, quando fu lui a scoprire sull’isola del Lazzaretto Nuovo, a Venezia, i resti di una donna che poi è stata ribattezzata la vampira della laguna. Il teschio infatti presentava un mattone conficcato in bocca e si è ipotizzato che all’epoca della morte (1468), quando infuriava un’epidemia di peste, la donna fosse stata scambiata per un vampiro per le emorragie dovute alla malattia.
La notorietà di Borrini è poi cresciuta quando è entrato a far parte dello staff scientifico della trasmissione “Quarto grado” su Rete 4. E’ “tempory research fellow” all’Università di Firenze e docente a contratto alla Pontificia Università San Bonaventura. Tiene corsi di criminologia forense insieme agli investigatori americani del Ncsi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google