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Pistoia

OMAGGIO A BALLERINI

A due anni dalla scomparsa l’abbraccio dell’intero paese

CASALGUIDI Un ct azzurro pieno di passione separato da quelle strade del mondo così colme di polvere e fatica. Un campione strappato agli applausi dei tifosi di sempre, all’amicizia dei concittadini...

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CASALGUIDI

Un ct azzurro pieno di passione separato da quelle strade del mondo così colme di polvere e fatica. Un campione strappato agli applausi dei tifosi di sempre, all’amicizia dei concittadini e all’amore di Sabrina, Gianmarco e Matteo. Era il 7 febbraio 2010. Una fredda domenica mattina. Nessuno, a Casalguidi, se l’è più scordata. A due anni dalla morte, il paese torna ad abbracciare Franco Ballerini.

Martedì alle 11, nella palestra comunale, Alfredo Martini, presidente onorario della Federciclismo e padre adottivo del Ballero, accompagnato da altri campioni, incontrerà i ragazzi delle medie Enrico Fermi. “Lo sport come scuola di vita”: si parlerà anche di questo. Gli studenti saranno inoltre alle prese con ruote e selle. Divertimento, valori di ferro e onestà. E’ questo che il signore del pavè, nei sui appuntamenti fissi di paese – mai disdetti, nonostante le scadenze mondiali da rispettare e una vita spesa tra l’asfalto straniero – ha sempre cercato di insegnare ai giovani. Non si inizia a pedalare per diventare campioni. Si monta in sella per imparare. Lezioni di vita che hanno segnato il volto di una cittadina. Moltissimi, sulla scia del grande campione, hanno indossato la calzamaglia e tagliato, almeno una volta, il rosso traguardo.

Dopo la mattinata in palestra, alle 17 le celebrazioni si sposteranno nel cimitero casalino per un omaggio raccolto di fronte alla tomba del ct azzurro. Mezz’ora dopo, nella chiesa di piazza Gramsci, la santa messa in ricordo di Ballerini. Ancora oggi, a Casalguidi, qualcuno, trascinato dalla forza dell’abitudine, dalla nostalgia e dai ricordi, aspetta, accovacciato in curva, l’arrivo del grande campione. Due anni fa se n’è andato il commissario tecnico più amato di sempre. Un “allenatore” alla vecchia maniera che ha puntato tutto sull’unione del gruppo e sull’armonia. Perché prima di essere campioni bisogna essere uomini. (b.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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