Il Tirreno

Pistoia

Stadio non a norma ma non ci sono soldi per restaurarlo

Non è stato possibile ospitare nemmeno le partite della Coppa Carnevale. L’agibilità scade alla fine di giugno

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di Saverio Melegari

PISTOIA

È diventato un problema per la città lo stadio “Marcello Melani” che, oramai vicino ai quarantasette anni di onorato servizio, sta cadendo a pezzi. L’ultimo sfregio è quello della mancata riconferma delle gare della “Viareggio Cup” che dovevano essere in programma dalla prossima settimana, ma le problematiche sono davvero notevoli. Non a norma. Praticamente tutto.

L’agibilità. Già in ottobre c’erano stati notevoli problemi legati all’agibilità visto che la commissione provinciale per i pubblici spettacoli si era messa di traverso e, solo dopo un lungo pressing da parte dell’Us Pistoiese, era arrivata una deroga con scadenza 30 giugno 2012. Di fatto, quindi, nella prossima estate il “Melani” tornerà a essere non agibile con il serio rischio, questa volta, che la squadra arancione sia costretta ad emigrare altrove. I problemi. Le carte che mancano sono tante, forse anche troppe come l’assenza della certificazione tecnica sull’intera struttura di cemento armato che, di fatto, tiene in piedi tutto lo stadio. E poi non c’è nemmeno il via libera per un impianto elettrico a norma – quello che di fatto, insieme al “niet” di mamma Rai ha escluso Pistoia dalle sedi della Coppa Carnevale – e le carenze strutturali di spogliatoi e docce. Il tutto senza dimenticare lo stato di notevole degrado della tribuna in generale perché, quando piove per più di due giorni, le infiltrazioni di acqua arrivano fino ai seggiolini dove il pubblico assiste alle partite della Pistoiese, l’abbandono della tribuna stampa con infissi pericolanti, porte a vetri oramai distrutte, un caldo infernale in estate e la scala di accesso che è stata chiusa da un paio di mesi perché non stabile. L’ultimo guaio è direttamente sopra la testa degli spettatori visto che la copertura della tribuna centrale, mai modificata rispetto ai lavori di costruzione fatti nel 1966, è in eternit ed andrebbe completamente rifatta: un aspetto che più e più volte ha fatto arrabbiare anche gli abitanti delle vie adiacenti che, alla minima folata di vento, vedono alzarsi polvere di amianto.

Il presidente. «Nella scorsa estate – spiega il presidente della Pistoiese, Orazio Ferrari – abbiamo speso 40.000 euro per alcune opere di restyling e per l’ampliamento della capienza della curva, anche su sollecito della Lega Nazionale Dilettanti: si tratta solo del primo stralcio di lavori ma, per ora, più di quello non si poteva fare. Dovrebbe essere l’amministrazione a fornirci uno stadio agibile in tutto e per tutto, il nostro passo è stato fatto solo per venire incontro a loro. E’ evidente che, una volta finito il campionato, dovremo tornare ad affrontare il tema per trovare una soluzione».

Cosa fare? La patata bollente spetta al Comune (che a più riprese ha detto di non aver soldi per ristrutturare) ed all’Us Pistoiese che ha in gestione l’impianto (ma le cifre per metter mano al “Melani” sono davvero faraoniche: si parla di almeno un milione di euro). L’unica strada percorribile sembra quella della completa demolizione per lasciare spazio ad un impianto moderno e più piccolo ( (7-8.000 posti) con una totale riqualificazione urbanistica dell’area.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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