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Pendolari e studenti stangata del 20% Abbonamenti salvi

PISTOIA Non solo disagi per i ritardi e le soppressioni dovute al gelo e alla neve. I pendolari in questi giorni sono alle prese anche con la stangata sui biglietti ferroviari, scattata il primo...

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Non solo disagi per i ritardi e le soppressioni dovute al gelo e alla neve. I pendolari in questi giorni sono alle prese anche con la stangata sui biglietti ferroviari, scattata il primo febbraio. Un rincaro che, sulla corsa semplice, è pari al 20 per cento e vale per tutto il territorio toscano. Per qualche esempio sulle tratte più utilizzate dai pistoiesi, questo significa che un biglietto di sola andata per Prato costa 2,30 euro anziché 1,90. Stesse cifre per andare a Montecatini, vista l’identica distanza chilometrica di 20 chilometri. Un biglietto di andata per Firenze passa da 3,10 euro a 3,70 e per Lucca da 3,80 a 4,60 euro. L’andata e ritorno, come sappiamo, non comporta sconti: basta raddoppiare il costo del solo biglietto di andata. Ecco che uno studente senza abbonamento, per recarsi 10 volte al mese a Firenze spende adesso 74 euro, mentre fino al 31 gennaio gli bastavano 62 euro.

A parziale consolazione di pendolari e studenti, c’è il fatto che ancora Trenitalia non ha aumentato gli abbonamenti. Insomma, questa potrebbe essere solo la prima parte della stangata che si abbatte sui viaggi col mezzo pubblico ancora preferito dagli italiani. L’abbonamento mensile semplice, quello che tutti possono acquistare anche dal cartolaio o in tabaccheria, costa ancora 53,50 euro per recarsi a Firenze, 36 euro se si deve andare a Prato e Montecatini e 61 euro se si è diretti a Lucca.

Tuttavia, dopo la prima metà di questo 2011 - presumibilmente da luglio in poi - nel mirino potrebbero esserci proprio gli abbonamenti ferroviari. L’aumento scatterà in base al reddito, proprio come il ticket sanitario o le certificazioni dei servizi comunali, sulla base del la certificazione Isee. Un aumento previsto solo per le corse dei treni regionali, mentre non dovrebbe riguardare intercity e treni ad alta velocità.

Il motivo di tutto ciò risiede in una divisione di competenze in materia di trasporto pubblico. I treni a lunga percorrenza, infatti, dipendono direttamente al ministero dei Trasporti. Quelli regionali, invece, fanno capo alla Regione, ente committente nei confronti di Trenitalia del servizio traffico ferroviario regionale. Il servizio è regolamentato da un contratto, che scadrà nel 2014. Nel frattempo, però, per effetto dei tagli operati dal governo Berlusconi, anche se in parte reintegrati dall’esecutivo Monti, alla Toscana sono venuti a mancare 40 milioni di trasferimenti per il trasporto ferroviario.

Per compensare lo squilibro, la Regione ha deciso di aumentare del 20 per cento le corse dal primo febbraio. Un comportamento pressocché in linea con quello delle altre Regioni, anch’esse gravate dai tagli. Per gli abbonamenti, la Regione si riserva di rivedere i bilanci a metà anni e se, nel frattempo, dal governo centrale arriveranno parte dei fondi tagliati per il 2012.

Francesco Albonetti

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