Sicurezza
Occupazione, preoccupa la crisi di carta e Breda
In aumento i cassintegrati, buona la percentuale delle persone reintegrate Per le certificazioni Isee dipendenti e pensionati più ricchi degli imprenditori
di Eleonora Ferri
PISTOIA
Una situazione occupazionale e produttiva in grande difficoltà quella tracciata dal Focus sull'economia toscana, elaborato a fine 2011 da Cgil e Ires Toscana. La situazione di cassaintegrati risulta tuttavia in generale miglioramento nelle varie province, ad eccezione di quella pistoiese. Qui aumenta il numero di cassintegrati sul totale dei lavoratori occupati, che arriva al 4,9% rispetto a una media regionale del 2,7%. «A pesare su questo primato negativo sono in particolare il settore metalmeccanico e il distretto della carta – afferma la segretaria della Gessica Beneforti –. I dati dimostrano che perdere un distretto produttivo come quello di Ansaldo Breda significa perdere di fatto la possibilità di tenuta non solo economica, ma anche sociale del nostro territorio». Un altro dato in controtendenza a Pistoia è quello che riguarda l'utilizzo della Cassa integrazione in deroga (spesso utilizzata dall'artigianato e dalle piccole aziende), messa in discussione dal Governo e che conta 12.600 lavoratori. Se l'utilizzo di questo intervento di integrazione salariale diminuisce, seppur di poco, nel settore manifatturiero toscano, aumenta invece nel settore terziario della nostra provincia, in particolare per quanto riguarda i servizi alla persona. Per la prima volta, nel 2011, il settore terziario inizia a sperimentare la cassa integrazione.
«Aumenta anche il numero dei lavoratori in Cassa integrazione straordinaria, 11mila. – commenta Beneforti –. Uno dei primati positivi del territorio, è invece quello delle percentuali di reintegro al lavoro, che si attestano su un 84% rispetto a una media regionale del 73%. Ad aumentare però è anche la stima media dei disoccupati senza ammortizzatore sociale, che in Toscana salgono da 28mila a 30mila. In generale, in mobilità nell'ultimo trimestre, per licenziamento o per scadenza della cassa integrazione, ci sono 5.763 lavoratori di cui 380 solo a Pistoia. I lavoratori toscani in mobilità continuano a crescere raggiungendo i 43.821; a Pistoia se ne registrano 3523 di cui ben due terzi oltre i 45anni di età. A calare poi, non sono solo le assunzioni (che passano da 193.092 del 2012 a 174.515), ma ancora di più i posti di lavoro a tempo indeterminato, mentre aumentano le forme di lavoro precario, come il lavoro intermittente che cresce dell'8%.«La maggioranza delle persone avviate al lavoro adesso, hanno un incarico meno redditizio. Il problema è proprio quello di superare queste forme di precarietà»spiega Emanuele Berretti, presidente di Ires. A definire il quadro sono i dati che vedono un netto rallentamento della produzione industriale. In particolare, l'area pistoiese vede un dimezzamento della produzione rispetto al trimestre precedente. In seguito alle difficoltà finanziarie della produzione industriale, ad aumentare sono anche le vertenze occupazionali sia sul territorio regionale che provinciale. Sono 2917 le vertenze aperte nel solo ufficio legale della Cgil, di cui ben 1881 per recupero crediti per stipendi e competenze salariali.«Ma uno dei dati più interessanti del Focus Cgil-Ires, è quello che emerge dallo studio di 500mila certificazioni Isee contratte fra il 2007 e il 2011: i lavoratori dipendenti e i pensionati hanno certificato nella maggioranza dei casi un reddito superiore a quello di imprenditori, lavoratori autonomi e professionisti, i quali però denunciano a loro volta maggiori beni patrimoniali» conclude Beneforti.
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