Il dolore
Il comitato minaccia querele contro ignoti per le polveri sottili
«Gli sforamenti dipendono soprattutto dall’inceneritore inerzia amministrativa legata al mutuo da milioni di euro»
di Beatrice Faragli
MONTALE
«Dieci anni, documentati, di emergenza polveri sottili. Gli amministratori pongano fine a questo strazio. Quanti cittadini devono ancora essere sacrificati?».
Quello montalese è un caso anomalo che qualcuno non è più disposto a tollerare. Dopo i 64 sforamenti di Pm10 registrati dalla centralina di Stazione lo scorso anno – il dato peggiore della Toscana, più nero di quello di Capannori e Firenze – e dopo i 22 superamenti di gennaio, il Comitato per la chiusura dell’inceneritore di Montale annuncia querele contro ignoti (l’avvocato del gruppo è al lavoro per capire se ci siano gli estremi) e denuncia l’inerzia del sindaco David Scatragli.
Gli anti-inceneritoristi giovedì sera si sono incontrati in un’assemblea pubblica a Stazione. Assenti, seppur invitati formalmente, tutti gli amministratori. Anche le associazioni sportive di Agliana, Montale e Montemurlo – destinatarie, negli scorsi giorni, di una campagna informativa sulle polveri sottili inalate dai bambini durante l’attività fisica – hanno rimbalzato l’invito. Da una saletta parrocchiale semivuota, sono stati passati in rassegna i pareri tecnico-scientifici dell’Asl (l’ultimo, che evidenzia un nesso tra inceneritore e polveri sottili, è del 23 gennaio scorso): atti omessi – denuncia il Comitato – dal piano d’azione comunale di Montale. Il cosiddetto Pac infatti contiene una serie di provvedimenti da mettere in piedi per fronteggiare l’inquinamento ma non quello - nonostante sia stato indicato, in risposta alle perplessità di Scatragli, dall’ufficio d’igiene e sanità pubblica – del fermo temporaneo dell’impianto.
Il gruppo ha inoltre mostrato l’anomalia della centralina di Stazione paragonandola a quella di Chitignano: classificata, come la montalese, in un fondo rurale. La prima, a gennaio, ha registrato ben 22 giorni di sforamenti su 31. La seconda zero. «Il Comitato è convinto che le polveri dipendano soprattutto dall’inceneritore. L’inerzia amministrativa a cui stiamo assistendo – ha detto il portavoce del gruppo, Alessandro Romiti – è legata a un mutuo da milioni di euro».
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