Sicurezza
Scienze turistiche, si apre uno spiraglio
Colloqui in corso con Firenze: Pistoia potrebbe avere la laurea magistrale e mantenere quella triennale, “revisionata”
di Tiziana Gori
PISTOIA
«Una proposta in fase avanzata di realizzazione». Una buona proposta, quella di cui si è discusso con il preside della facoltà di Economia dell’università di Firenze, Francesco Giunta, che porterebbe nel distaccamento universitario di via Sandro Pertini la laurea magistrale in Scienze turistiche, e lascerebbe aperti ampi spiragli anche per il corso di laurea triennale.
Avendo ben presente « che alcune amministrazioni, tra le quali la mia, sono a conclusione del loro mandato, così come anche il consiglio di amministrazione di Uniser», e quindi stando attento a non travalicare competenze di chi gli succederà alla guida del Comune, il sindaco Renzo Berti si sofferma sulla questione-università.
Da diverse settimane Giuseppe Totaro, presidente di Uniser, interroga i soci sul futuro dell’esperienza universitaria. «Ci credete ancora?», è la domanda rivolta a Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Caripit. Alle sempre minori risorse degli enti locali, Totaro teme possa aggiungersi qualche ripensamento serio sulla destinazione d’uso dell’immobile di via Pertini - o su una parte di esso -, messo all’asta in autunno dal Comune e acquistato dalla Fondazione Caripit.
Poi sono subentrati anche gli effetti della riforma universitaria a complicare le cose. Da diversi mesi, infatti, pesa come un macigno su Uniser, il possibile l’inglobamento del corso di laurea in Scienze turistiche nella sede fiorentina dell’università. Con la riforma Gelmini i docenti non possono più insegnare in 3-4 corsi in sedi diverse. Le università si trovano quindi nella necessità di sopprimere i corsi meno forti e recuperare personale da redistribuire “in sede”.
Scienze turistiche potrebbe scomparire da Pistoia, e sarebbe un peccato, perché gli iscritti al corso 2011/2012 sono ben 450 (di cui il 30% da fuori città), in aumento rispetto allo scorso anno. Da più parti, di fronte all’indecisione di Firenze, si è levato negli scorsi mesi l’appello a «guardare altrove».
«Abbiamo da tempo intrapreso - ricorda Berti - un percorso per caratterizzare in senso polare il polo universitario con le vocazioni del territorio: trasporti, vivaismo, turismo, mentre il sanitario ha mantenuto il profilo di attività decentrata. Il corso triennale di Scienze del turismo svolto nel distaccamento pistoiese è l’unica esperienza toscana, e adesso c’è una fase di riflusso che credo sia giusto contrastare, anche se la messa in discussione delle attività decentrate è in parte giustificata da alcuni risultati». Non da quelli di Pistoia, buoni sia per numero di iscritti che per qualità dell’insegnamento.
Ma dobbiamo riflettere, aggiunge Berti, «non solo in termini difensivi. Dai colloqui con il professor Giunta è emersa la possibilità di non arrivare a una soppressione tout court dell’esperienza pistoiese». C’è una grossa riorganizzazione in atto.
Da tempo si parla di rendere quinquennale Scienze turistiche, e il corso di laurea magistrale sarà ospitato in via Pertini. «Per quello che riguarda la laure triennale - aggiunge il sindaco - potremo comunque recuperare una presenza del corso, con una revisione. La facoltà sta pensando a una piattaforma comune di un anno e mezzo per poi dare il via agli indirizzi specialistici».
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