Il dolore
Il processo breve? Una realtà a Pistoia
In Procura spariti i fascicoli arretrati: gli imputati non potranno più confidare sulla prescrizione dei reati contestati
di Massimo Donati
PISTOIA. Nonostante la scarsità di risorse e di personale, il processo breve, a Pistoia, da ora in avanti sarà una realtà. Per i nuovi procedimenti penali la prescrizione non sarà più una spada di Damocle, neppure per quelli relativi a semplici contravvenzioni. L’assicurazione arriva da Renzo Dell’Anno, procuratore capo della Repubblica: «In procura – garantisce – non esiste più alcun procedimento arretrato. In pratica qualunque nuovo procedimento viene gestito in tempo reale: un cittadino riceve un’immediata risposta alla sua domanda di giustizia, la sua querela viene trattata nel giro di poche settimane».
Tutto ciò grazie all’imponente mole di lavoro svolto nell’arco dell’ultimo anno e mezzo all’ultimo piano del Palazzo di giustizia di piazza del Duomo. All’inizio del settembre 2010, i fascicoli pendenti erano più di 8.000: 1.400 ciascuno sono stati assegnati ai quattro sostituti procuratori, mentre il procuratore capo ne ha gestiti complessivamente 3.400, in particolare quelli antecedenti al 2010. Ad oggi, di tutti quei fascicoli, in procura non ne è rimasto praticamente nessuno, a parte quelli che hanno richiesto particolari e complesse attività d’indagine.
Fino a lunedì scorso, i magistrati in forza alla procura – che prevede un organico di sei – erano cinque, compreso il procuratore capo. Uno dei sostituti, Emiliano Raganella, è stato trasferito da ieri al Tar di Catanzaro e il suo posto rimarrà vacante per qualche mese.
Per l’abbattimento nel più breve periodo possibile degli arretrati, il procuratore aveva scelto di farsi carico di tutti i fascicoli precedenti il 2010 in modo tale da consentire ai suoi sostituti una più sollecita trattazione degli affari correnti. «L’obiettivo è stato raggiunto – spiega Dell’Anno – Da ora in poi non esiste più al tribunale di Pistoia il rischio della prescrizione dei processi, neppure per una semplice contravvenzione. In pratica abbiamo risolto il problema della ragionevole durata del processo penale. Certo, i giudici del dibattimento e dell’ufficio Gip hanno una carico di lavoro superiore al passato per quanto riguarda i nuovi procedimenti, ma hanno risposto bene a questa nuova esigenza. Si è creato inoltre un circolo virtuoso. Il fatto che qui da noi non sia più possibile la prescrizione, ha determinato anche un aumento delle richieste di patteggiamento».
E proprio per incentivare il patteggiamento della pena a favore di un decongestionamento dei ruoli del tribunale, la procura ha adottato un ulteriore iniziativa. Come il procuratore capo ha spiegato anche in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, con l’avviso di chiusura delle indagini «il titolare del fascicolo propone all’indagato l’applicazione della pena con il riconoscimento delle attenuanti generiche, giustificate dal comportamento processuale (la sollecita definizione del procedimento con risparmio delle attività successive). All’indagato viene assegnato un termine scaduto il quale il procedimento prosegue secondo le cadenze ordinarie».
Il circolo virtuoso ha riflessi positivi anche sul fronte della prevenzione dei reati. «Penso, ad esempio, al piccolo truffatore. Sapete quante truffe ci sono ogni giorno su E-bay e quante denunce ci arrivano? A queste noi diamo risposta nell’arco di qualche settimana e in pochissimo tempo inviamo l’avviso di chiusura delle indagini a questi truffatori. E’ come dirgli: e ora prova a rifarlo, che te ne invio subito un altro. Una volta potevano pensare di poter continuare a truffare le persone impunemente, ora sanno che non possono più farlo. E questo, il dare una risposta immediata a tutti i cittadini che si rivolgono a noi per chiedere giustizia, mi dà una grande soddisfazione, più che vincere un importante processo».
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