Sicurezza
S. Salvatore in completo abbandono
È la chiesa più antica nella prima cerchia di mura, citata dal 979. Si trova tra via Filippo Pacini e Piazza del Duomo, in via Tomba di Catilina. Quella strada in salita è detta così perché, seguendo...
È la chiesa più antica nella prima cerchia di mura, citata dal 979. Si trova tra via Filippo Pacini e Piazza del Duomo, in via Tomba di Catilina. Quella strada in salita è detta così perché, seguendo la tradizione, proprio qui sarebbe stato sepolto il condottiero romano ribelle alla Repubblica. Ma tutta la storia del nostro San Salvatore è ben compromessa da una sporca parete di sassi e da una facciata similmente profanata dall’incuria e l’oblio. La piazzetta antistante fa da parcheggio; erba e guano completano la triste visione. L’edificio che si vede oggi è il risultato di un ingrandimento avvenuto nella seconda metà del Duecento e di successive modifiche nel secondo Cinquecento. All’inizio della salita di via di Catilina, addossato alla parete del nostro edificio, c’è un tabernacolo. E’ esattamente lì che il noto romano, morto in battaglia nel 63 avanti Cristo, sarebbe stato sepolto ed è ancora lì che un bassorilievo raffigurava un centauro. Appunto: San Salvatore era detta anche “Il centauro”. Nonostante la decennale incuria, la facciata mostra ancora l’orgoglio di un’architettura romanica davvero elegante e leggiadra. Essa è opera del maestro fiorentino Buono di Buonaccolto, cui si deve l’ampliamento nel 1270: tutto scritto in una lapide a destra dell’ingresso. Questa bella facciata, a tre arcate nobilitate dalla bicromia dei marmi, Vasco Melani la racconta così: «San Salvatore mantiene inalterato il disegno romanico della facciata». Due larghe fasce litiche racchiudono il portale d’ingresso, sopra il quale si apre un’elegante bifora; infine, nelle due teste angolari dei capitelli, il David e il San Michele, ci si allontana dalle angosce del Medioevo”.
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