Il Tirreno

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Rifiuti, un comitato contro i rincari

Prima bolletta del porta a porta salatissima a Serravalle, con rincari tra il 70 e il 100%. Commercianti infuriati

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 di Beatrice Faragli

SERRAVALLE

Rincari dal 70 al 100 per cento. La prima bolletta del porta a porta è arrivata e per alcuni il conto è salatissimo. A rimetterci, più di ogni altro, sono i titolari di bar, pizzerie e ristoranti. Confcommercio invoca subito un incontro con il Comune. Gli esercenti invece sono pronti a costituirsi in comitato per difendere formalmente tasche e ragioni. «Con la differenziata non abbiamo più lo sconto del 90% e il coefficiente di base applicato per la nostra categoria è praticamente quello massimo – spiega Leonardo Bolognini, dalle Milleluci di Casalguidi-. Secondo gli accordi e le riunioni fatte col gestore del servizio ci sarebbe dovuta essere una riduzione ma, almeno nella bolletta del primo trimestre, non l’abbiamo vista. Anzi, noi registriamo, così come molti altri in zona, rincari notevoli».

«C’è arrivato il doppio – incalza Mara Magrini dal bar Tanganelli, a Masotti -. Siamo già stati a chiede informazioni ma senza risolvere niente. La riduzione del 90% non c’è più e adesso ci restano poche settimane per pagare il conto». Una condizione condivisa da moltissimi imprenditori serravallini anche se la bolletta – relativa ai mesi di luglio, agosto e settembre – per alcuni deve ancora arrivare. A raccogliere gran parte delle segnalazioni è stata la Confcommercio. «Vogliamo che il Comune ci convochi e risponda alla nostra richiesta di diminuzione del coefficiente sulla parte variabile: attualmente a livelli massimi su certi tipi di attività come bar e ristoranti» spiega Matteo Marianeschi dell’associazione.

Publiambiente però, gestore del servizio, non è della stessa opinione. «Per ogni categoria – precisa Enrico Baldacci, responsabile tariffe della società – viene fissato un minimo e un massimo applicabile(coefficiente, ndr). Nel caso del Comune di Serravalle siamo nel mezzo. Ovviamente se per pizzerie e ristoranti applico il minimo, dovrò alzare sugli altri settori. La riduzione del 90% - spiega inoltre – è stata tolta proprio perché adesso l’utenza paga in base agli svuotamenti che fa. Se ci fosse un’agevolazione garantita nessuno farebbe la raccolta».

Col nuovo sistema i bar devono farsi carico sia dell’indifferenziata che di multimateriale e organico (la carta è gratis). La prima, quella che va a finire nel contenitore grigio, costa il doppio della differenziata. E se le famiglie pagano soltanto ciò che non differenziano, pizzerie e simili devono invece accollarsi tutti gli svuotamenti. Un coefficiente più basso permetterebbe quindi l’abbattimento della bolletta. La riduzione, a quel punto però, dovrebbe essere spalmata su altre utenze.

«E’ una situazione di estrema criticità – continuano da Confcommercio -. Parliamo – ribadiscono - di rincari dal 70% in su». E a pagare, intanto, sono i lavoratori. Publiambiente è disponibile a qualsiasi incontro ma solo per parlare di giusti metodi di raccolta, non certo di sconti. Il responsabile annuncia inoltre che la versione corretta della maxi bolletta, frutto d’errore, spedita a settembre a 80 locali arriverà insieme al conto di primavera: «Ovviamente senza mora e senza sanzioni» garantisce Baldacci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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