Sicurezza
Duecento richieste di cassa integrazione, pure dai vivai
PISTOIA Allarme piccole aziende. La vertenza AnsaldoBreda, o le passate chiusure di Mas e Radicifil sono solo gli esempi più visibili di una crisi che morde anche e soprattutto le piccole imprese....
PISTOIA
Allarme piccole aziende. La vertenza AnsaldoBreda, o le passate chiusure di Mas e Radicifil sono solo gli esempi più visibili di una crisi che morde anche e soprattutto le piccole imprese. Muoiono, spesso nel silenzio, decine di aziende che spariscono lasciando pensanti strascichi in termini occupazionali, ma spesso senza far troppo rumore. Si tratta delle piccole imprese che costituiscono la maggioranza del tessuto produttivo manifatturiero pistoiese. E il 2012 non si apre per loro con migliori auspici. Dall’inizio dell’anno sono circa 200 le richieste di cassa integrazione firmate dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Cna e Confartigianato. Il dato è reso noto dalla segreteria della Uil. Alberto Morosi, ex dipendente Mas e membro della segreteria del sindacato spiega infatti la situazione:
«Si tratta – afferma – di un numero preoccupante di crisi aziendali delle piccole imprese che il F.i.l.a. (Fondo Integrazione Lavoratori Artigiani) di Pistoia sta cercando di tamponare con grossi aiuti, sia per le aziende che per i dipendenti, con nuove agevolazioni, ma i problemi non sono pochi. Annotiamo anche nel mese di gennaio chiusure di aziende soprattutto nel settore edile e del commercio. Anche alcune aziende vivaistiche di Pistoia, hanno richiesto la cassa integrazione, cosa che avveniva raramente e solo per problemi di riassetto organizzativo, ma mai per mancanza di lavoro». A questi problemi relativi alla crisi economica e occupazionale se ne aggiungono altri di tipo “istituzionale”.
«Se verrà a mancare l’Ente provinciale – spiega Morosi – , che ha cercato di mitigare le problematiche del lavoro a fianco dei sindacati e come punto di riferimento di Comune e Provincia , creerà un vuoto difficile da colmare».
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