La protesta
Breda: gli interinali rimangono subito proroga, poi assunzioni
Resta pesante la posizione per i lavoratori dell’incentrato e per i 75 esuberi nello stabilimento Su questi temi la trattativa riprenderà nell’incontro già programmato per la metà del mese
di Marta Quilici
PISTOIA
«Non ci alziamo dal tavolo se non vengono stabilizzati i contratti ai lavoratori interinali». È stata questa, più o meno, la condizione posta ieri a Roma dal coordinamento sindacale di AnsaldoBreda all’amministratore delegato Maurizio Manfellotto che, nel piano di efficientamento presentato lo scorso 20 gennaio, aveva annunciato la fuoriuscita dal gruppo di tutti i lavoratori interinali con contratto in scadenza il 31 gennaio.
Per Pistoia questo voleva dire che ieri si sarebbero persi 35 posti di lavoro in un colpo solo: giovani che lavorano negli uffici in via Ciliegiole da anni e con ruoli specifici, ma con contratti rinnovati di mese in mese.
«Dopo un incontro estenuante –spiegano Fiom, Fim, Uilm-, l'azienda ha iniziato un primo cambio di rotta riconoscendo le ragioni del sindacato a partire dagli interinali». Oggi sarà rinnovato a tutti il contratto per un mese; il primo marzo poi quelli con maggiore anzianità, 42 in tutto il gruppo, saranno assunti a tempo indeterminato. Per gli altri (in Breda gli interinali sono in totale 104) la stabilizzazione avverrà comunque entro la fine dell’anno.
L'azienda, inoltre, dietro le sollecitazioni del sindacato si è detta disponibile ad affrontare, anche in sede ministeriale, la dinamica delle attività e delle prospettive di Ansaldobreda nei confronti di Finmeccanica e relativamente al necessario rapporto da instaurare con le Ferrovie dello Stato. Rimangono però alcune questioni irrisolte.
Quella dell’incentrato è la più pesante. Il piano di risanamento prevede infatti l’azzeramento dell’indotto interno che a Pistoia conta circa 250 dipendenti alcuni dei quali già in cassaintegrazione o in ferie forzate.
Anche gli esuberi dei dipendenti AnsaldoBreda (75 previsti per Pistoia solamente nel 2012) non sono stati posti sul tavolo: era quella dei precari Breda, ieri, l’emergenza da affrontare e nonostante il piano di efficientamento non sia ancora stato scalfito nella sua sostanza, la delegazione sindacale torna da Roma con una piccola vittoria:
«Se non altro – spiega Nicola Riva, Fiom – abbiamo superato uno scoglio iniziale. Adesso però c’è da parlare di tutto il resto». «Ci possiamo ritenere abbastanza soddisfatti – spiega Jury Citera, Rsu – per quanto riguarda gli interinali, ma dovremo poi parlare anche di esuberi e incentrato».
Manfellotto ha assicurato che gli esuberi sono legati a una situazione contingente e ai carichi di lavoro che l'azienda si impegna a reperire attraverso nuove attività e anche attraverso la reinternalizzazione di commesse inizialmente affidate a terzi.
«L’argomento dovrà essere affrontato nel prossimo incontro (probabilmente il 15 febbraio, ndr) - spiegano Fiom, Fim e Uilm - quando nel merito dei carichi di lavoro riusciremo a capire con maggior precisione come per poter garantire anche ai lavoratori dell'incentrato un’opportunità di assorbimento come prevista nell'accordo del 4 Marzo 2010».
Altra condizione posta dai sindacati è stata quella relativa al sito di Palermo sul quale l’azienda aveva previsto l’efficientamento in sei mesi o la chiusura.
Manfellotto ha detto in proposito di voler incaricare un team di esperti che individuerà, anche nel rapporto con i lavoratori, le criticità e le eventuali soluzioni al problema del recupero di efficienza necessario. Questa attività sarà monitorata mensilmente dalla Rsu e trimestralmente dal coordinamento nazionale.
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