Gioco
«Pistoia senza peso nel nuovo assetto»
I timori di un servizio ridimensionato per l’assenza di dirigenti nel cda e per i nuovi tagli
PISTOIA
La Ctt avrà una risicata maggioranza pubblica - 51% a fronte di un 49% di parte privata -, e già questo non induce il sindacato pistoiese a salti di gioia. La preoccupazione della Cgil, però, è anche per lo scarso peso della parte pistoiese nel nuovo monoblocco che andrà a competere, fusa in un’unica holding insieme ad altri gruppi toscani, al bando di gara europeo per l’affidamento del servizio di trasporto regionale: «Pistoia non ha nessun dirigente nel Cda: il presidente viene dall’Atl di Livorno, il vicepresidente dal Cpt di Pisa, Lucca ha un importante ruolo dirigenziale, Pistoia niente».
Poi c’è l’altra questione, ancora più preminente: «Il 2012 sarà un anno transitorio, nel quale si devono materialmente costituire gli operatori del trasporto pubblico locale in regione. Il bando di gara regionale prevede per il 2013 una base di 145 milioni di euro, Iva esclusa. La Regione Toscana ha stanziato per il tpl 213 milioni nel 2010, scesi a 200 nel 2011. Per i primi due mesi del 2012, in attesa di conoscere l’effetto della manovra finanziaria e la nuova entità dei tagli, sono stati messi a disposizione 30 milioni di euro, e a Pistoia la Provincia (affidataria del servizio) sta procedendo a un rinnovo mensile della convenzione con BluBus (il consorzio di cui fanno parte Copit e Lazzi). Come si vede, la diminuzione di risorse è costante, e il bando di gara, oltre a prevedere una base d’asta di 145 milioni di euro, stabilisce un chilometraggio di 80 milioni di tratta a livello regionale».
Attualmente sono 110 i milioni di chilometri coperti, e Pistoia «dal 2010 ad oggi è scesa da 10,6 a 8,6 milioni». La Regione, è la tesi del sindacalista Cgil «coprirà prevalentemente domande forti, e Pistoia non lo è: abbiamo un territorio montano e pedemontano, una densità abitativa scarsa rispetto ad altre realtà toscane. Nemmeno il nostro urbano è forte».
I timori che il diritto alla mobilità dei cittadini pistoiesi - costituzionalmente riconosciuto - sia compromesso, è forte: «Come sindacato, la preoccupazione è che minori chilometri e minori risorse producano esuberi a livello occupazionale. E che la qualità del servizio offerto ai cittadini sia indubbiamente più scarsa: se il progetto aggregativo è potenzialmente valido, abbiamo dubbi su come ci dicono che sarà e sulle cose che ancora non ci hanno detto. Se del piano industriale ci sono state fornite indicazioni, è ancora assente quello finanziario, che servirà a garantire il pagamento degli stipendi e dei costi di gestione».(t.g.)
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