Il Tirreno

Pistoia

«In ritardo la nascita della Ctt servizio di trasporto a rischio»

Comuni ancora in ritardo a poco più di un mese dal bando di gara sul trasporto pubblico regionale Le quote non sono state ancora conferite nella nuova azienda. Preoccupazione della Cgil

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di Tiziana Gori

PISTOIA

«Mettiamo che da aprile la Compagnia toscana trasporti abbia ricevuto i conferimenti delle singole aziende di trasporto pubblico locale e nasca un’azienda di quasi 2000 dipendenti. Bene, un colosso, si dirà. Le singole Spa cessano di esistere. Ctt avrà da subito gli autobus e le risorse umane. Ma con quali soldi si pagheranno i 2000 dipendenti? Chi garantirà la scadenza mensile del pagamento degli stipendi, che ad oggi sono garantiti dall’esposizione bancaria delle aziende storiche?».

E’ una preoccupazione, e una riflessione ad alta voce, che Riccardo Benincasa, sindacalista della Filt Cgil pistoiese, pone ai vertici - da pochi mesi eletti - dell’azienda che dovrebbe partecipare - insieme ad Ataf, Sita, Autolinee toscane e Tiemme - al bando di gara della Regione Toscana per l’aggiudicazione del tpl. Una holding per gestire il servizio di trasporto in gran parte della Toscana. Un progetto destinato - nelle intenzioni - a ottimizzare i costi e migliorare l’efficienza del servizio. Obbiettivi su cui le organizzazioni sindacali regionali, che il 19 gennaio hanno incontrato a Pistoia i vertici della Ctt, hanno forti dubbi. In quella sede, infatti, il presidente Alfredo Fontana ha ammesso che non è stato predisposto, al momento, alcun piano finanziario. «Ci è stata opposta la motivazione - giusta, a norma di legge, riconosce Benincasa - che è necessario aspettare il passaggio del conferimento delle quote dei Comuni soci». Detto questo, restano le perplessità. «Una volta che le singole Spa (Atl di Livorno, Cpt di Pisa, Clap di Lucca e Copit di Pistoia) saranno confluite nell’unica realtà Ctt, resteranno sul territorio le aziende immobiliari. A Pistoia, per esempio, Copit Immobiliare, servendosi come garanzia dell’immobile di via Filippo Pacini e del deposito bus di via dell’Annona, riusciva ad avere un po’ di soldi dalle banche. Questo perché Comune, Provincia, Regione, vincolati dal patto di stabilità, sono spesso in ritardo nei pagamenti. Mettiamo che la fusione tra le aziende si faccia e si costituisca una Ctt con quasi 2000 lavoratori in primavera. Chi garantirà la scadenza mensile del pagamento degli stipendi?Quali sono - si chiede il funzionario Cgil - i presupposti della Ctt sul piano economico e finanziario senza avere la benché minima ipotesi di affidamenti bancari?».

La nuova Ctt nasce dalla fusione della holding privata Cap-Lazzi (con il 49% delle quote) e di Copit, Cpt, Clap e Atl (12,75% di quote ciascuna, per un 51% totale di parte pubblica). Copit è a maggioranza pubblica: il 70% è di proprietà del Comune, il 30% in mano a privati. Come per le altre aziende di trasporto locale, a maggioranza pubblica, i Comuni devono, perché Ctt possa costituirsi ufficialmente, prima conferire le loro quote attraverso una delibera di consiglio. Il conferimento deve essere discusso, e approvato, in sede di consiglio comunale. «Ad oggi - informa Benincasa - nessuno dei 22 Comuni pistoiesi, con in testa Pistoia, che possiede il 46% delle quote, ha approvato la delibera di conferimento. I tempi di discussione si sono allungati, perché la questione è oggettivamente complessa e merita di essere approfondita, ma si rischia di non fare in tempo».

In data 24 dicembre 2011, infatti, sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, è stato pubblicato un avviso di pre-gara da parte della Regione Toscana: si annuncia a tutti i concorrenti pubblici che sta per essere bandita una gara pubblica di evidenza europea per l’affidamento dei servizi ditpl sia urbani che extraurbani. L’avviso indica nel 1 marzo 2012 la data prevista per l’avvio della procedura di aggiudicazione. Dal primo marzo, cioé, ogni giorno sarà buono per l’uscita del bando di gara,e a quel momento, la Ctt dovrà già essere costituita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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