Toscana
Volti nuovi in arrivo a Palazzo di Giano
Tutti i candidati promettono un forte rinnovamento nella compagine dei futuri assessori comunali
PISTOIA
Balzano all’occhio le affinità tra i progetti dei quattro candidati del centrosinistra alle primarie per la scelta del candidato sindaco della coalizione per quanto riguarda la squadra che, se eletti, li affiancherà nel lavoro di sindaco.
Del resto – al di là delle polemiche di questi giorni tra i rispettivi schieramenti – va ricordato che Bartoli, Bertinelli, Niccolai e Turco corrono per il medesimo schieramento (composto, lo ricordiamo, da Pd, Sel, Idv, Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Comunisti per Pistoia, Psi e Verdi ) avendo firmato lo stesso programma di coalizione. Quindi le loro idee per il futuro non possono giocoforza essere radicalmente diverse. Vediamo comunque come i quattro hanno risposto all’ultima domanda che Il Tirreno ha posto loro: consistenza numerica e caratteristiche della futura giunta comunale.
Niccolai
A chi mi ha chiesto un assessorato in cambio di appoggio ho detto di rivolgersi ad altri candidati, ammesso che avessero ancora posto. Non avendo cambiali da pagare, sarà più facile dare spazio anche ai giovani, purché capaci e motivati, essendo necessario creare una classe dirigente nuova per la città. Il primo provvedimento che intendo adottare è la riduzione dei compensi per sindaco, assessori e nominati di almeno il 20%. Non perché i compensi siano faraonici (un assessore percepisce un quarto di quanto guadagna un dirigente) ma perché ritengo che in un periodo di sacrifici si debba dare il buon esempio.
Bartoli
La mia giunta sarà composta da cinque assessori, equamente ripartiti tra uomini e donne e prevalentemente di giovane età. Saranno persone competenti e con la voglia di confrontarsi con la città e le sfide che ci attendono. La loro nomina dovrà essere accolta dalla città con soddisfazione e orgoglio: forse tutti i cittadini non conosceranno il loro nome, ma chi si occupa di certe problematiche saprà molto bene chi sono, cosa fanno e quanto già sanno dei settori di cui si devono occupare.
Dire i nomi della giunta durante le primarie non avrebbe molto senso. Tuttavia, se vincerò le primarie e sarò candidato a sindaco, mi impegno a dire i nomi della mia giunta prima del voto.
Turco
Il sindaco è eletto direttamente dai cittadini e rappresenta tutti, non soltanto chi lo ha votato. Per governare e realizzare il programma con il quale si è presentato agli elettori si serve di collaboratori, cioè degli assessori, dei quali risponde in prima persona.
Se sarò sindaco ne nominerò quanti ne consente la legge da poco modificata, cioè sette. Ai nomi penserò se vincerò le primarie. Ai criteri ho già pensato: spazio ai volti nuovi, alla capacità ed alla rappresentanza femminile.
Bertinelli
Diminuirò significativamente il numero degli assessori, e le relative indennità, tenendo per me l'urbanistica e riorganizzando le altre deleghe per affinità d'area, anche per lavorare meglio con la struttura comunale. Seguirò il principio della democrazia paritaria, metà donne e metà uomini, perché la società dev'essere rappresentata com'è, pari nei generi.
Penso poi a un profondo rinnovamento, anche generazionale, ispirato al criterio di persone giuste al posto giusto, e scelte in assoluta libertà. Ora niente nomi, non sarebbe serio né per le eventuali proposte né per me che devo ancora acquisire la qualifica di candidato a sindaco: solo allora potrò legittimamente pensarci.
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