Sicurezza
Il tribunale in affanno, persi tre giudici
Il presidente Amato: «Non abbiamo certezze sui tempi della copertura dei posti vacanti nell’organico del civile»
di Massimo Donati
PISTOIA
Il presidente del tribunale non ha dubbi: quello che si è aperto ieri sarà per Pistoia un anno giudiziario dalle prospettive tutt’altro che rosee. Soprattutto sul fronte della giustizia civile. In questi giorni lasceranno infatti il tribunale pistoiese tre giudici, tra i quali il magistrato che ricopre due incarichi estremamente delicati: giudice del lavoro e giudice tutelare. Se poi si considera che almeno per l’intero 2012 un altro giudice sarà in congedo per maternità, si capiscono bene le ragione che hanno spinto il presidente Fabrizio Amato a sottolineare l’emergenza organico al tribunale di Pistoia proprio all’inizio della sua relazione per il discorso inaugurale dell’anno giudiziario.
Pochi giudici. La pianta organica studiata per il tribunale di Pistoia e le sue sedi distaccate (Monsummano e Pescia) prevede 17 giudici. Attualmente i posti vacanti sono 2 ma, come detto, entro pochi giorni altri tre giudici – Matteo Zanobini (ufficio gup-gip), Giuseppe De Marzo (lavoro e tutelare) e Virginia Mazzeo (civile) – saranno trasferiti. Solo a primavera arriverà un nuovo giudice, al suo primo incarico dopo la nomina. Per un lungo periodo, perciò, a Pistoia mancheranno dai 4 ai 5 giudici, ossia, come minimo, il 23,5% dell’organico previsto.
«Nulla è dato sapere – spiega il presidente Amato – circa la copertura di tali vacanze in tempi ragionevoli: il tribunale di Pistoia nemmeno è stato incluso fra le sedi di scelta dei magistrati nominati con l’ultimo concorso. Il rischio è che si possa riproporre una situazione drammatica. Purtroppo soluzioni interne al tribunale saranno difficili da trovare: pur lavorando tanto già ora non riusciamo a colmare le esigenze di giustizia dei cittadini».
A preoccupare il presidente del tribunale è soprattutto la mancata copertura per mesi e mesi che si profila per i ruoli di giudice del lavoro e di giudice tutelare. «In particolare in questo periodo di crisi – osserva – quella di giudice del lavoro è una funzione particolarmente importante, che per la sua delicatezza e specificità poco si presta ad essere affidata a giudici onorari, che pur stanno dando un prezioso aiuto al nostro tribunale. Un problema che mi angoscia, anche perché per la copertura del ruolo di giudice del lavoro deve essere bandito un apposito concorso: a tale funzione non può essere destinato un magistrato che arrivi a Pistoia per ricoprire altri ruoli».
Fabrizio Amato fa perciò un appello alle istituzioni e anche al presidente della Corte d’appello di Firenze, che pure deve anch’egli fare i conti con risorse modeste. «Spero che si possa fare ricorso all’istituto della coaggregazione del giudice, in base al quale un giudice può ricoprire un ruolo, diciamo, a mezzo servizio, in due tribunali di un medesimo distretto, per coprire le difficoltà in cui versa quello in cui non è radicato. La soluzione temporanea, quindi, potrebbe essere quella che un giudice del lavoro del tribunale di Firenze (l’unico con un organico sufficientemente ampio, di 5-6 elementi) venga a ricoprire il ruolo anche da noi».
Giustizia civile. Usando le parole del presidente del tribunale, a Pistoia la situazione del settore civile è particolarmente difficile. I tempi medi di definizione dei procedimenti sono ancora elevati: 3 anni e 8 mesi. E, d’altra parte, ancora nessun beneficio è arrivato dall’introduzione, troppo recente, dela media-conciliazione, che si dovrà occupare della soluzione extragiudiziale di una consistente parte delle controversie civili.
«Uno dei problemi principali che dovrò affrontare - annuncia Amato – sarà quello dello smaltimento dell’arretrato, nell’ambito di un progetto che inevitabilmente porterà a qualche risorsa al settore penale per rafforzare quello civile». Il nuovo giudice che arriverà verso maggio sarà destinato infatti a tale settore.
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