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La Cia: agricoltori schiacciati dalla manovra Monti
PISTOIA La preoccupazione per il futuro delle loro aziende agricole ( vivai, agriturismi , allevamenti ed attività forestali) la si è avvertita nella presenza dei partecipanti e negli interventi di...
PISTOIA
La preoccupazione per il futuro delle loro aziende agricole ( vivai, agriturismi , allevamenti ed attività forestali) la si è avvertita nella presenza dei partecipanti e negli interventi di chiarimenti che molti agricoltori, soprattutto donne e giovani, hanno rivolto all’esperto fiscalista Corrado Tei della Cia Toscana che ha svolto la relazione tecnica nel corso dell’incontro , svoltosi al circolo Arci di Ramini. Il presidente della Cia di Pistoia, Sandro Orlandini, introducendo il meeting ha evidenziato come lo stesso fosse stato organizzato per chiarire l’entità effettiva della manovra , nella parte che grava sulle aziende agricole, uno stock che gli esperti valutano superiore al 10% dell’intero ammontare della manovra del Governo Monti.
«Al momento – ha detto Orlandini - le imprese agricole locali sono ferme rispetto ad assunzioni, acquisti, ampliamenti dell’attività, perché hanno percepito che l’impatto sarà pesantissimo. La Cia toscana , insieme alle altre organizzazioni professionali , si è fatta promotrice della elaborazione di un documento che è stato presentato ai Comuni toscani ed alle Province , poiché la forbice dei prelievi può essere modulata da una cifra base fino al doppio della stessa, proprio da parte degli stessi enti locali territoriali».
Il fiscalista Tei ha criticato la manovra, perché scritta in fretta e molto pesate sul settore agricolo. . Il tecnico fiscale è quindi entrato nello specifico indicando cosa gli agricoltori debbono fare . «Entro il 30 giugno 2012- ha precisato- poichè l’Imp ( imposta municipale propria , ndr) si applica oltrechè sui fabbricati rurali, anche sulle pertinenze (magazzini, stalle, serre fisse , ricoveri attrezzi, ndr) questi debbono essere accatastati. Inoltre i titolari di terreni agricoli normali e di immobili rurali e pertinenze , entro il 30 novembre 2012 , devono iscrivere questi beni al catasto fabbricati, tramite il Docfa ( documento fabbricati).
Questa iscrizione al Docfa – ha puntualizzato – è essenziale, poiché ogni addizionale e l’Iref che pagano i terreni ed i fabbricati iscritti al Docfa viene trattenuta dagli enti locali che possono applicare una tariffa differenziata come ha ricordato il presidente Orlandini.(e.f.)
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