Il Tirreno

Pistoia

Polo universitario, scelta da rilanciare

Tutti i candidati alle primarie del centrosinistra lo ritengono una presenza fondamentale della città di domani

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PISTOIA. Come si fa ad assicurare un futuro al polo universitario di Pistoia, nato dieci anni fa e, dopo una iniziale fase di crescita, adesso alle prese con corsi tagliati e una generale difficoltà di radicamento (ingegneria dei trasporti ha chiuso e il corso in scienze del turismo dovrebbe essere riassorbito dall’Università di Firenze, anche se recenti dichiarazioni lasciano acceso un filo di speranza).

Diverse le ricette proposte dai candidati del centrosinistra che domenica si sfideranno nelle urne delle primarie; ma per tutti la presenza dell’Università a Pistoia è un valore da mantenere e rilanciare.

Bertinelli

Nei prossimi anni andrà profondamente ripensato il rapporto tra Pistoia e le Università, la formazione superiore, la ricerca. Questa riflessione dovrà essere orientata dai bisogni e dalle aspettative degli studenti (quasi 5.000 dalla provincia nella sola Università di Firenze) e dalle relazioni delle decine di docenti e ricercatori che vivono in città. Insieme, possono renderla più vivace, consapevole e collegata con il mondo della ricerca. Pistoia, senza saperlo, rappresenterebbe già una piccola comunità universitaria. Partirei da questa consapevolezza per farne una leva di sviluppo e di crescita della città.

Bartoli

Le politiche universitarie a Pistoia devono essere ripensate in due direzioni. Anzitutto potenziare quello che abbiamo, soprattutto un corso come scienze vivaistiche che costituisce una grandissima risorsa, sia perché è specifico ed unico, sia perché consente di realizzare progetti di ricerca e di innovazione, collegandolo al territorio, al mondo vivaistico, ma anche a realtà come il Cespevi, in una prospettiva di marchi e brevetti. In secondo luogo, anche in considerazione della crisi in atto, si dovrà investire sui master di formazione e sugli assegni di ricerca, collegandosi ancora una volta con le esigenze del territorio.

Tur co

L'Università a Pistoia va vista in un'ottica di area vasta, non come una succursale di quella di Firenze. Da noi devono trovare sempre più spazio i corsi legati alle eccellenze locali. Da Scienze del vivaismo a scienze turistiche e tecnologie dei trasporti utilizzando una risanata AnsaldoBreda come palestra per i giovani universitari. Dobbiamo lavorare sul polo della conoscenza rappresentato da una delle più ampie e moderne biblioteche della Toscana e da Uniser. Prato è a 20 minuti, Firenze a 40 e a Pistoia possono consolidarsi corsi di laurea legati alle nostre eccellenze produttive e territoriali.

Niccolai

La crescita ha bisogno di conoscenze, i saperi sono necessari per il benessere economico e sociale, nonché per la libertà dell’individuo.

Nelle città universitarie si respira un’aria particolare, si vedono passeggiare persone che vengono da fuori, si sentono lingue diverse, si percepisce una vivacità che colora una città. Non ci vogliono più doppioni universitari, ma corsi di perfezionamento, di specializzazione e master, che ci diano specificità e autonomia.

Il cordone ombelicale che ci lega all’ateneo fiorentino è stato finora un peso e non un motore di crescita: salviamo Scienze del turismo oppure salutiamo Firenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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