Il Tirreno

Pistoia

«Nessuna discarica alla ex Cava Bruni»

Una variante al regolamento urbanistico fa scattare i timori del Comitato Il Monte: «Lì un parco territoriale»

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di Beatrice Faragli

SERRAVALLE. L’ex cava Bruni non deve diventare la seconda discarica di Serravalle Pistoiese. A lanciare l’allarme i cittadini della zona, uniti, sotto un unico grido, dal Comitato Il Monte. L’annosa questione è arrivata a una svolta. La scorsa settimana infatti è stata adottata dal consiglio comunale la variante al regolamento urbanistico. Quello che prima era “parco territoriale con destinazione pubblica” (art. 118, cave dismesse), adesso, «dopo un’opera di sottile cesello» sostiene Franco Nesi, presidente del gruppo, diventa “aree di fruizione pubblica”.

Secondo il Comitato questo potrebbe spianare la strada a una discarica per inerti nell’ex cava. Per il sindaco Renzo Mochi tuttavia si tratta solo di qualche parola cambiata, nulla che possa minare il recupero dell’area. Per i cittadini che vivono in zona invece, la modifica rappresenta il primo passo concreto verso la discarica. Solo terra e rocce per riempire le cave e recuperare il terreno: questo chiede Il Monte. Prima ancora però, a chiederlo, è la Nexus srl, società che possiede l’8% della proprietà. La maggioranza è tutta nelle mani della Serravalle ambiente. Il timore è che con la variante al regolamento urbanistico la palla, a meno che entro 6 mesi dall’adozione non venga presentato un progetto condiviso dai due proprietari, passi in mano al Comune. A quel punto sarà l’ente a guidare l’azione e a dare l’appalto.

L’ulteriore paura stavolta, per chi è in minoranza, è di perdere ogni voce in capitolo sul progetto. La Nexus srl, appoggiata pienamente dal Comitato, nella primavera del 2011 aveva in realtà già presentato un preciso piano di recupero dell’area con introiti milionari (dovuti all’attività di scarico) e con la finalità di realizzare, una volta ripienati i 2 milioni di metri cubi, un parco in grande stile. Il progetto però pare sia passato in sordina nonostante il sindaco stesso, e questo lo scrive Nesi in un documento inviato agli amministratori dopo l’adozione della variante, ne abbia riconosciuta la validità. Sullo sviluppo progettuale della Serravalle ambiente invece non ci sarebbe mai stato confronto.

L’opportunità o meno di aderire non si è neppure presentata per la Nexus. «Come mai Mochi non si è attivato per convocare le parti al fine di facilitare un accordo tra i comproprietari o di richiedere anche il consenso formale sul progetto della società maggioritaria e s’impegna, invece, nella modifica dell’articolo 118?» chiede Nesi. La sostituzione delle parole, per Il Monte, ha stravolto completamente il contenuto originario ed è stata decisa senza procedere prima a un iter formale sui due progetti.

Il “parco territoriale” infatti, spiegano dal Comitato, è legato a una precisa normativa e alla destinazione delle cave ad area boscata. La “fruizione pubblica” invece consentirebbe molti più margini di manovra su quelle terre facendo così affacciare anche lo spettro di una discarica per inerti. Certamente più remunerativa di terra e rocce di scavo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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