Italia
Lavoro nero, controlli mirati ma le ispezioni sono in calo
In un mercato con sempre più disoccupati (35.621 al 30 settembre 2011 a fronte dei 32.896 dello stesso periodo del 2010) la Direzione provinciale del lavoro continua il suo impegno
PISTOIA. In un mercato con sempre più disoccupati (35.621 al 30 settembre 2011 a fronte dei 32.896 dello stesso periodo del 2010) la Direzione provinciale del lavoro continua il suo impegno contro l’irregolarità, ma con meno forze a disposizione. I tagli pesano, e con un organico (dopo trasferimenti e pensionamenti) ridotto a 18 ispettori, i controlli sono diminuiti del 10%.
Il rapporto è stato presentato ieri mattina nella sede della Direzione, in via Metello Gianni, alla presenza del prefetto Mauro Lubatti, del direttore provinciale Antonio Zoina, di rappresentanti dei carabinieri, Guardia di finanza, Corpo forestale, Regione, Provincia, Comune e parti sociali.
Aziende irregolari. Cala, negli ultimi due anni, la percentuale di imprese irregolari. «Nel 2009 - spiega Zoina - gli accertamenti hanno condotto all’individuazione, su circa 1250 aziende ispezionate, di ben 895 condizioni di irregolarità (63,92% del totale), nel 2010 su 1150 aziende ispezionale il numero è sceso a 678 (58.95%), mentre nel 2011 su 1050 aziende sono 474 quelle risultate non in regola (45,14%). Questo va letto in termini positivi, perché è la probabile conseguenza dell’effetto della presenza sul territorio del lavoro ispettivo, ma è anche la consegueza, peraltro prevedibile, dell’introduzione di strumenti di flessibilità come i voucher o il lavoro a chiamata».
Lavoro nero. Il calo riguarda solo le violazioni formali, mentre fenomeni più gravi quali lavoro nero, occupazione di minori o sfruttamento della manodopera clandestina rimangono pressoché costanti rispetto al 2010. Anzi, evidenzia Zoina, la percentuale di lavoratori al nero scoperta passa dal 29 al 38% (368 casi, di cui 28 extracomunitari clandestini). Il Nucleo carabinieri della Direzione provinciale, diretto dal maresciallo Nicola Lentini, ha eseguito 18 denunce penali per impiego e sfruttamento di manodopera e immigrazione clandestina, prevalentemente di etnia cinese.
Settori merceologici. Il più alto tasso di irregolarità è stato riscontrato nei settori del lavoro domestico (66.67%), edilizia (63.42%), metalmeccanica (54.55%), autotrasporti (52%), alberghi e pubblici esercizi (42%). Non particolarmente alto il tasso di irregolarità in agricoltura (26.76%).
Sanzioni amministrative. In leggera diminuzione, passano dalle 5474 del 2010 alle 4547 del 2011. Cresce però la difficoltà delle aziende a pagarle. L’importo delle somme riscosse ammonta infatti a soli 300mila euro e per il recupero del residuro si ricorrerà alla emissione dei ruoli esecutivi.
Obblighi retributivi. Sempre meno datori di lavoro li rispettano: le diffide accertative sono aumentate del 150%, e sono superiori al 100% le richieste alla Direzione di intervento a tutela dei propri diritti contributivi e previdenziali da parte dei lavoratori.
Contributi. Insieme a Dpl, Inps e Inail sono stati recuperati contributi previdenziali e assistenziali omessi per 6,5 milioni di euro, a fronte dei 3,7 milioni di euro accertati nel corso del 2010.
Tiziana Gori
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