Il Tirreno

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IL BOOM DEL TURISMO

gli scenari AnsaldBreda deve vivere L’incontro a Roma fra sindacati e azienda ha avuto un esito molto negativo: sono previsti solo esuberi e chiusura di siti produttivi. I lavoratori hanno reagito...

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gli scenari

AnsaldBreda

deve vivere

L’incontro a Roma fra sindacati e azienda ha avuto un esito molto negativo: sono previsti solo esuberi e chiusura di siti produttivi. I lavoratori hanno reagito con fermezza, in attesa dell’incontro previsto per il prossimo 31 gennaio. Per i prossimi tre anni l’azienda propone la chiusura dello stabilimento di Carini (Pa), l’eliminazione dell’indotto, delle ditte appaltatrici interne ed esterne, dei lavoratori interinali e precari, più qualche centinaio di “esuberi” fra i dipendenti di AnsaldoBreda. Ma di rilancio dell’azienda con investimenti e programmi di rinnovamento non se ne parla; e questo significa l’incapacità di penetrare nei mercati nazionali e internazionali. Sembra assurdo, a noi, che un’azienda produttrice di mezzi pubblici (treni, metropolitane, tram) e quindi inserita in un mercato destinato alla crescita, sia tenuta ai margini dell’interesse di Finmeccanica. Il nostro paese sta perdendo pezzi importanti della sua capacità produttiva proprio in un settore non saturo, ma in espansione e di indubbia utilità pubblica. La miopia dei dirigenti e dei politici rischia di trascinare non solo la nostra provincia, ma tutto il paese in un baratro che prevede solo disoccupazione e minor presenza nel mondo dei prodotti italiani. La riconversione della produzione nel nostro paese, è indispensabile per superare la crisi: più treni e meno auto, più mezzi di trasporto pubblici per salvaguardare l’ambiente e rendere vivibili le città. Il buon senso indurrebbe a dire che non un ridimensionamento occorre ad AnsaldoBreda, ma un rilancio in grande stile per il futuro di tutto il paese.

Flm Uniti AnsaldoBreda

Flaica-Palumbo

RICORDO

Quell’ultimo bacio

non dato a mio padre

La morte l’avevo già subita ma la tua è stata diversa, molto più sentita.

Con la tua perdita,

caro babbo Lido, si è spezzato quel cordone ombelicale che ci univa.

Ed è per questo che faccio fatica a superare il tuo vuoto. Con te se n’è andato un pezzo del mio cuore e nessuno potrà mai guarire questa ferita.

Il non dovere più prendermi cura di te mi manca terribilmente come il tuo sorriso. Caro papà devi sapere che mi dispiace per non essere riuscita a salvarti; se mi fossi arrabbiata con i medici, e ti avessero operato subito, forse saresti ancora qui con me? Non riesco a darmi pace, penso di non avere fatto abbastanza per te anche se tu mi dicevi sempre che nessuno può fermare il destino.

Ti hanno portato di corsa in sala operatoria e sono potuta entrare solo per pochi istanti; mi manca quel bacio che non ti ho dato, ma non immaginavo allora che non saresti più tornato a casa.

Quando l’indomani ti ho rivisto in sala rianimazione, così indifeso, in coma farmacologico, ho pensato di morire in quell’istante e non sono più riuscita a trattenere le lacrime.

Ti ho baciato a lungo, tenuto fisso la mano per una settimana e non sai quanto avrei dato perché almeno per un minuto avessi potuto aprire gli occhi per vedere che ero lì come sempre al tuo fianco e che non ti avrei mai abbandonato.

Ma papà ti volevo anche ringraziare per avermi regalato i miei migliori 50 anni con te, per avermi dato una buona educazione, dei sani princìpi, insegnato a fare del bene, ad essere sincera, onesta, seria, a essere una brava ragazza.

Con me ti piangono anche Patricia, Marco e Vanessa.

Beatrice Francesconi

Acquerino

Il mio grazie

alla Forestale

Rivolgo un caloroso abbraccio e un ringraziamento al nucleo della guardia forestale dell' Acquerino ,in particolare as Daniele Amicarella  e ai  suoi  collaboratori, per avermi aiutato a trovare la macchina di mio figlio nei boschi della zona. Dopo la terribile esperienza che ho dovuto superare,  grazie al loro gesto, ho ricominciato a sperare in qualcosa e credere che qualcuno vegli su ognuno di noi.

Grazie ancora .

Sabrina Mascia

ABBANDONI

Solo per e-mail

l’addio di Pocci

Abbiamo appreso dalla stampa che il presidente della Circoscrizione 3, Silvano Pocci, ha cambiato partito. Solo successivamente, i suoi colleghi della maggioranza politica sono stati da lui informati tramite e-mail. Comprendiamo le sue necessità di trovare una celere aderenza a un partito in vista delle prossime elezioni amministrative. Comunicare, tuttavia, le sue decisioni in modo diretto ai suoi collaboratori sarebbe stato un segno di rispetto verso chi ha rappresentato la circoscrizione con dedizione, serietà e, negli ultimi anni, in modo totalmente gratuito. Abbiamo sempre tenuto fede agli accordi politici di inizio mandato, che portarono ad avere un presidente, che era stato eletto in consiglio circoscrizionale con soli 35 voti di preferenza. Abbiamo sostenuto Pocci anche nei passaggi più difficili; lo abbiamo fatto nel pieno rispetto dei ruoli, in modo coerente con le nostre scelte iniziali e con un impegno diretto coi cittadini. Nel corso del suo intervento, Pocci ha escluso eventuali conseguenze sugli assetti del consiglio circoscrizionale per quest'ultimo scorcio di mandato. Il nostro gruppo non è incline ad avventure confuse o ammutinamenti vari. In questa fase di passaggio, che porterà a un profondo ridimensionamento del decentramento, ci parrebbe inopportuno avviare un cambiamento che avrebbe bisogno di maggior tempo per concretizzarsi. Pure questo è un gesto di coerenza e serietà. Con la speranza che queste doti ci vengano prima o poi riconosciute.

Gruppo Pd

circoscrizione 3

ACCOGLIENZA

Ma perché

non ci sono cartelli?

Sono venuta con amici, da Massa Carrara, per visitare la città che altri amici mi avevano magnificato.

In effetti ho trovato un centro storico bellissimo, con una piazza del Duomo da mozzafiato, chiese e monumenti bellissimi, opere d’arte di rara bellezza.

Al centro di accoglienza turistica davanti al battistero, siamo stati accolti con gentilezza e ci hanno dato tante informazioni, guide e depliant. Ci ha però stupito vedere, davanti a uno dei più bei battisteri d’Italia, un banco ambulante che ne copriva la visuale e rendeva impossibile fare foto evitando che apparisse nell’immagine.

Girando la città abbiamo riscontrato che i segnali degli itinerari turistici spesso si interrompono, rendendo il percorso più problematico. Abbiamo apprezzato i panelli che davanti a qualche chiesa o altri monumenti danno qualche cenno storico. Ma sono tante le chiese e altri luoghi di attrazione privi di qualunque indicazione. Arduo è stato capire cosa fosssero e quale storia avessero cercando informazioni sulla guida.

Altra delusione, le tante chiese e monumenti chiusi. Tra questi la Fortezza Santa Barbara, così bella e imponente dall’esterno, immersa nel verde. Persone della zona ci hanno detto che ogni tanto apre e che in qualche occasione sono stati organizzati eventi e manifestazioni. Peccato

non avervi potuto assistere.

Arrivata la sera, affascinante ci è parso il comparto della Sala.

Annalisa Martinelli

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Attenzione

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di Redazione web