Il dolore
Spa di servizi, l’efficienza è il primo comandamento
Niccolai boccia le gestione dirette, Bartoli vuol tagliare i compensi ai nominati Il nucleo di valutazione di Bertinelli e gli accorpamenti della Turco
PISTOIA
Continua il nostro viaggio nelle idee dei quattro candidati alle primarie del centrosinistra per la corsa a sindaco. Oggi la domanda puntava sulle aziende partecipate (Publiambiente, Publiacqua, Toascana Gas ecc.):come riformarne il modello di gestione?
Niccolai
E’ necessario mantenere il controllo delle partecipazioni riferite alla gestione delle reti. Per il resto, la gestione diretta è una visuale restrittiva ed anti-economica: i migliori modelli organizzativi insistono su spazi territoriali più ampi, ai quali l’autonomia del singolo Comune è peraltro necessariamente condizionata. Chi sarà nominato in tali enti dovrà operare affinché il baricentro decisionale non si allontani della nostra città, si persegua l’efficacia del servizio e si eliminino i call center per riavvicinare i servizi alle persone.
Bertinelli
Il Comune deve fare un passo indietro rispetto a quest’ambito di governo, liberando risorse per il risanamento del bilancio e per lo sviluppo locale. Dobbiamo resrtituire spazio e opportunità agli attori privati e riappropriarci di realtà capaci di indirizzo e di controllo delle aziende, riscrivendo l’apposito regolamento comunale e creando un nucleo di valutazione tecnica che segua più da vicino la gestione delle partecipate. La presenza dell’ente deve rimanere forte nei settori dell’acqua, dei rifiuti e del trasporto pubblico locale, con bilanci in ordine e che forniscano servizi adeguati a prezzi competitivi.
Bartoli
Quattro azioni concrete:là dove è consentito dalla quota di partecipazione, diminuire gli emolumenti dei nominati; approvare un regolamento delle nomine che imponga competenza e managerialità (basta con le partecipate come parcheggio per i politici); semplificare la giunga delle società, partendo dalla dismissione di Publiservizi; ricrerare le condizioni affinché il rapporto partecipate-cittadini sia immediato e trasparente, sanzionando inadempimenti e infficienze.
Turco
Le aziende pubbliche non devono servire a distribuire poltrone. Vanno accorpate, non dismesse per far cassa, ma vanno rafforzate le funzioni di programmazione e vigilanza dei Comuni. Non si può confondere la liberalizzazione con la svendita del patrimonio affidato dai Comuni alle partecipate.
Il faro del sindaco dev'essere il diritto dei cittadini a godere di servizi efficienti a prezzi equi, visto che si tratta di elementi essenziali per le famiglie come l’energia, il gas, i trasporti pubblici e l’acqua per la quale deve essere rispettato il risultato dei recenti referendum, ripubblicizzandola.
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