La manifestazione
Breda senza pace Ancora ferma la maxi-commessa Fs
Lavoratori preoccupati, ieri in fabbrica stop di un’ora Approvata in Regione una mozione del centro-sinistra
di Marta Quilici
PISTOIA
Continuano le agitazioni in via Ciliegiole. I dipendenti AnsaldoBreda ieri mattina hanno fermato le linee per un’altra ora, dalle 11 alle 12, per confrontarsi con la dirigente che si occupa del settore ferroviario. Questione centrale: l’Alta Velocità, che ancora non è arrivata in officina. La fase di progettazione è in corso, ma gli operai non hanno ancora messo le mani sugli Etr1000 destinati alle linee veloci.
«Dopo lo sciopero dell’intera giornata di lunedì – spiega il coordinatore dell’Rsu Albano Tonioni – a cui si è accompagnata un’accesa mobilitazione, anche martedì abbiamo interrotto la produzione per un’ora, senza uscire dai cancelli della fabbrica. Oggi (ieri, ndr) abbiamo deciso di indire un’altra fermata di un’ora perché avevamo l’esigenza di parlare con il responsabile che si occupa dei treni regionali e dell’Alta Velocità. Abbiamo ripetuto le nostre valutazioni sul piano presentato venerdì dall’amministratore delegato Maurizio Manfellotto che, secondo noi, fa pagare conti inaccettabili ai lavoratori, ma non mette sul piatto strategie per aggredire il mercato, né nuove prospettive di rilancio. Il nostro obiettivo è stato anche quello di riaprire la discussione sugli Etr1000: l’azienda non riesce al momento ad accelerare i tempi di realizzazione per questa importante commessa che è ancora in balìa di alcuni ritardi sulla progettazione».
Intanto sul caso AnsaldoBreda interviene anche il consiglio regionale che ha approvato all’unanimità una mozione sulla crisi dello stabilimento pistoiese. Il documento, proposto dai capigruppo del centrosinistra Vittorio Bugli(Pd), Marta Gazzarri (IdV) e Monica Sgherri (Fed), dai consiglieri pistoiesi Caterina Bini e Gianfranco Venturi (Pd) e dai consiglieri Pieraldo Ciucchi (Socialisti) e Ivan Ferrucci (Pd), contiene alcuni impegni di lavoro per la giunta toscana: intensificare il sostegno alla vertenza AnsaldoBreda e ai lavoratori, alle imprese dell’indotto e alle istituzioni locali e chiedere un incontro urgente al nuovo ministro dello sviluppo economico affinché il governo nazionale intervenga sulla situazione di AnsaldoBreda. “Il piano presentato da Manfellotto – spiegano Bini e Venturi – è non solo pesante per i tagli ai posti di lavoroma anche inefficace per il rilancio dell’azienda».
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