Il Tirreno

Pistoia

Una lettera all’amministratore delegato

«Pronti a partecipare da protagonisti al rilancio dell’azienda con impegno e dedizione»

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PISTOIA

Un numeroso gruppo di dipendenti interinali, il 28 novembre scorso, aveva scritto una lettera all’amministratore delegato di AnsaldoBreda. Dalla direzione, a quanto affermato dai lavoratori, non c’è stata ancora risposta.

«Ci permettiamo di scriverle queste poche righe per assicurarci che conosca fino in fondo la situazione dei lavoratori interinali di questa azienda. L’attenzione per la voce dei lavoratori che lei ha dimostrato con il progetto Eos ci ha dato la spinta necessaria. Tutti noi veniamo da innumerevoli rinnovi contrattuali (10, 15, alcuni di più) e da anni (3, 4, 5, anche 6) di lavoro in azienda, durante i quali abbiamo sempre dimostrato professionalità e profondo senso di appartenenza. Per chi osservasse la nostra azienda da fuori e dovesse giudicare sulla base delle attività svolte, sarebbe difficile distinguere tra interinali e dipendenti: non ricopriamo ruoli di serie B rispetto ai nostri colleghi dipendenti, ma siamo completamente integrati e coinvolti dei processi aziendali».

«Non a caso - continuava la lettera - molti di noi sono stati chiamati a svolgere i corsi di formazione durante lo scorso mesi di agosto, a stabilimento chiuso, perché i nostri responsabili reputavano necessaria la nostra presenza in azienda alla ripresa delle attività lavorative a settembre. Non siamo sprovveduti, conosciamo bene la situazione di AnsaldoBreda e il momento economico generale, ma sappiamo altrettanto bene quale contributo portiamo ogni giorno in questa Azienda che ci ostiniamo a considerare anche nostra, nonostante la perdurante condizione di “temporanei”. Sebbene in questi anni ci siamo abituati a essere ogni volta informati dei rinnovi contrattuali solo all’ultimo minuto, non ci vogliamo arrendere all’idea di essere considerati un “di cui” anziché una parte integrante del tessuto aziendale».

«Infine – concludevano – ci teniamo a sottolineare con decisione che, nonostante col passare degli anni l’obiettivo dell’assunzione a tempo indeterminato si sia allontanato sempre più (per non dire delle speranze riposte nell’accordo di marzo 2010), il nostro impegno e la nostra dedizione non sono mai venute meno, così come la nostra voglia di rispondere alla sfida del mercato e di partecipare finalmente da protagonisti al rilancio di un’azienda che funzioni, che produca, che riconosca il merito». (m.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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